10 giugno 2026

In Generale4 Minuti

La giornata di oggi ha segnato il completamento delle operazioni di pulizia e preparazione delle quattro aree di scavo della Pieve di San Cassiano. Con le superfici ormai completamente leggibili e pronte per la ripresa delle indagini stratigrafiche, il lavoro si è concentrato su una delle attività più importanti della ricerca archeologica contemporanea: la documentazione.

Prima che un singolo strato di terreno venga rimosso, ogni evidenza deve essere registrata con la massima accuratezza. L’archeologia, infatti, è una disciplina irreversibile: scavare significa rimuovere progressivamente i depositi che si sono accumulati nel corso dei secoli e, una volta asportati, questi non potranno più essere osservati nel loro contesto originario. Per questo motivo ogni fase dell’indagine deve essere documentata in modo rigoroso e sistematico.

Nel corso della giornata tutte le aree sono state rilevate mediante drone, producendo una serie di fotografie aeree ad alta risoluzione che costituiranno la base per la realizzazione di ortofotografie e modelli tridimensionali dell’intero sito. Le riprese dall’alto consentono infatti di ottenere una visione complessiva dello scavo, evidenziando relazioni spaziali spesso difficili da percepire a livello del terreno.

Le immagini raccolte saranno elaborate attraverso tecniche di fotogrammetria digitale, una metodologia che permette di trasformare centinaia di fotografie sovrapposte in modelli tridimensionali estremamente accurati. Questi modelli non rappresentano soltanto uno strumento di documentazione, ma costituiscono veri e propri archivi digitali che consentono agli archeologi di continuare a studiare le evidenze anche dopo la conclusione dello scavo.

Accanto alla fotogrammetria, un ruolo fondamentale è svolto dai sistemi GIS (Geographic Information Systems), strumenti informatici che permettono di integrare dati archeologici, rilievi topografici, fotografie, modelli 3D e informazioni stratigrafiche all’interno di un unico ambiente di lavoro. Grazie a queste tecnologie è possibile analizzare il sito a diverse scale, dal singolo reperto fino all’intero paesaggio storico che circondava la pieve medievale.

L’impiego combinato di droni, GIS e modellazione tridimensionale rappresenta oggi uno degli aspetti più innovativi della ricerca archeologica. Queste tecnologie consentono di aumentare la precisione della documentazione, migliorare la conservazione digitale dei dati e condividere i risultati con studiosi, studenti e pubblico attraverso ricostruzioni virtuali e strumenti di divulgazione sempre più avanzati.

La giornata odierna ha inoltre offerto agli studenti dell’Università di Pisa l’opportunità di osservare da vicino le procedure di acquisizione e gestione dei dati digitali, comprendendo come l’archeologia moderna sia sempre più interdisciplinare e richieda competenze che spaziano dalle scienze umane all’informatica, dalla topografia alla modellazione tridimensionale.

Con la documentazione preliminare ormai completata, le aree di scavo sono finalmente pronte per la ripresa delle indagini stratigrafiche. Nei prossimi giorni gli archeologi torneranno a scavare gli strati lasciati in sospeso al termine della campagna 2025, continuando a ricostruire la storia dell’antica Pieve di San Cassiano e delle comunità che per secoli hanno vissuto e seppellito i propri defunti attorno a questo importante centro religioso della Garfagnana.

Ogni fotografia, ogni punto topografico e ogni modello digitale realizzato oggi rappresentano un tassello fondamentale di questa ricostruzione, dimostrando come le tecnologie più avanzate possano diventare strumenti preziosi per comprendere e preservare il passato.



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