12 giugno 2026

In Area 1000, Area 2000, Area 30003 Minuti

A pochi giorni dall’avvio delle attività sul campo, la campagna di scavo 2026 inizia a restituire i primi risultati significativi. Dopo la fase dedicata alla pulizia delle aree, alla documentazione digitale e alla ripresa delle indagini stratigrafiche, gli archeologi stanno ora approfondendo alcuni dei contesti già individuati nelle stagioni precedenti, ottenendo importanti conferme e aprendo nuove prospettive di ricerca.

Nell’area 1000 lo scavo del sagrato della pieve basso medievale sta evidenziando un numero consistente di inumazioni a fossa complessa, cioè con le fosse d’inumazione delimitate parzialmente da alcune pietre. Si tratta in buona parte di sepolture di individui infantili e subadulti, che si estendono a partire da circa due-tre metri dalla facciata della chiesa in direzione ovest. Lo spazio del sagrato della pieve “romanica” era stato usato intensivamente per la sepoltura delle popolazioni che afferivano alla Pieve di San Cassiano e San Giovanni Battista di Gallicano, che comprendeva ben 23 comunità situate alla destra del Serchio, grossomodo corrispondenti agli attuali territori comunali di Molazzana, Gallicano e Fabbriche di Vergemoli, con alcune appendici verso i territori di Borgo a Mozzano, Barga e Castelnuovo.

Nell’area 2000, posta al centro del pianoro della pieve, stanno emergendo le tracce di un’altra fossa per la gettata di una campana e delle varie attività metallurgiche connesse alla fusione del bronzo. Già nel 2025 era stata identificata una fossa che era servita allo stesso scopo, quindi abbiamo le evidenze di un uso intensivo, tra XII e XIII secolo, dello spazio interno alla navata centrale della chiesa basso medievale per la realizzazione di una serie di campane che munivano l’imponente torre campanaria della pieve, un campanile a pianta quadrata di 5 metri di lato che doveva raggiungere un’altezza di almeno 25 metri.

Nell’area 3000, in corrispondenza delle absidi, stiamo lavorando sui livelli della pieve pre-romanica. Qui sono in corso di scavo i livelli di fondazione dell’abside altomedievale settentrionale, e sono state messe in luce una serie di buche di palo connesse probabilmente al cantiere di costruzione della chiesa più antica. Lo scavo di queste tracce è molto importante per fornire elementi di datazione della pieve primitiva, certamente anteriore all’XI secolo.

Sempre nella stessa area, ma nel settore sud, in prossimità dell’abside meridionale, è stato messo in luce un basamento circolare collegato a quello che sembra il fondo di una canaletta. L’ipotesi che stiamo valutando è che sia il residuo del basamento del fonte battesimale della pieve, che si collocherebbe quindi nella navata sud in prossimità del presbiterio, una collocazione che trova dei confronti in area lucchese (Pieve di San Piero in Campo a Montecarlo) e lunigianese (Pieve dei Santi Cornelio e Cipriano a Codiponte).



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