17 giugno 2026

In Area 1000, Area 2000, Area 30003 Minuti

Lo scavo nell’Area 1000 sta evidenziando la notevole densità delle inumazioni che caratterizzano il sagrato della chiesa basso medievale, un vero e proprio palinsesto di sepolture (Fig. 1), spesso delimitate parzialmente da elementi litici in calcare grigio. La sovrapposizione e la stretta vicinanza delle deposizioni testimoniano l’intenso utilizzo di questo spazio funerario nel corso dei secoli.

Nell’Area 2000, beneficiando della pioggia caduta nel tardo pomeriggio di ieri, sono stati definiti con maggiore sicurezza i limiti di una grande fossa circolare, il cui riempimento sta restituendo frammenti di bronzo derivanti dal processo di gettata di una campana. Si tratta della seconda fossa per campane individuata all’interno dell’area di scavo. La datazione di queste evidenze è al momento circoscritta tra XII e XIII secolo (Fig. 2), confermando l’importanza delle attività metallurgiche svoltesi all’interno del complesso ecclesiastico durante il pieno Medioevo.

Nell’Area 3000, dopo la pulizia generale del Settore B, sono stati messi in evidenza, a ridosso delle fondazioni dell’abside nord della pieve romanica, alcuni strati di macerie costituiti da accumuli di pietre e sedimento sabbioso ricco di malta. Tali depositi si sono probabilmente formati durante le operazioni di spoliazione che interessarono il sito alla fine del XV secolo.

Tra il materiale è emerso un reperto di particolare interesse: un frammento di elemento architettonico in arenaria, di forma trapezoidale, spesso circa 20 cm e conservato per 45 cm di lato, che presenta sul fianco un motivo scolpito raffigurante un elemento fitomorfo stilizzato, interpretabile come un ramo foliato (Figg. 3-4).

Il reperto è identificabile con un frammento di capitello, databile, sulla base dei confronti tipologici, all’XI secolo. I confronti più significativi si riscontrano con i capitelli della chiesa di San Cassiano di Controne, di San Martino di Coreglia e, soprattutto, con quello conservato nella chiesa di Sant’Andrea di Gallicano, che orna la colonna di sostegno del campanile medievale dell’edificio.

L’impiego di capitelli di forma schiacciata a coronamento di colonne composite di grandi dimensioni rappresenta una caratteristica tipica del primo romanico della montagna lucchese e costituisce un ulteriore elemento a sostegno dell’ipotesi, già formulata sulla base delle caratteristiche planimetriche dell’edificio, di una cronologia alta della fase romanica della pieve, che potrebbe essere stata edificata entro la fine dell’XI secolo.



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