19 giugno 2026
Due settimane di ricerca: un bilancio provvisorio della campagna 2026
Con la conclusione della seconda settimana di attività, la campagna di scavo 2026 presso la Pieve di San Cassiano di Gallicano inizia a delineare con maggiore chiarezza il quadro storico e archeologico del sito. Le indagini, condotte nelle quattro aree di scavo, stanno infatti confermando alcune delle ipotesi formulate nelle campagne precedenti e, al tempo stesso, stanno aprendo nuove e promettenti prospettive di ricerca.
Nell’Area 1000, dedicata allo studio del sagrato della pieve basso medievale, è proseguito lo scavo delle numerose sepolture che caratterizzano questo settore. La densità delle inumazioni conferma l’utilizzo intensivo dello spazio funerario da parte della comunità che faceva capo alla pieve. Nel corso delle ultime giornate sono stati indagati diversi individui, tra cui un bambino in età perinatale e alcuni adulti attribuibili alle fasi finali di utilizzo del cimitero, mentre nuove evidenze continuano ad affiorare sotto gli attuali livelli di scavo.
L’Area 2000 si conferma uno dei contesti più singolari dell’intero progetto. L’approfondimento delle grandi fosse individuate all’interno della navata centrale ha rafforzato l’interpretazione che le collega alla fusione delle campane della pieve. Il rinvenimento di frammenti di bronzo e la definizione delle strutture associate testimoniano un’intensa attività metallurgica databile tra XII e XIII secolo, offrendo uno spaccato estremamente raro delle tecniche produttive impiegate in un importante complesso ecclesiastico medievale.
In Area 3000, dopo il significativo ampliamento del Settore B, le attività si sono concentrate sia sulla documentazione delle nuove superfici sia sull’analisi delle evidenze emerse. Tra queste spicca il rinvenimento di un frammento di capitello romanico in arenaria, decorato con un motivo fitomorfo e databile all’XI secolo, successivamente documentato mediante rilievo fotogrammetrico tridimensionale. Parallelamente, l’estensione dell’area sta permettendo di approfondire lo studio delle absidi della chiesa, delle fasi cimiteriali ad esse collegate e dei rapporti con il campanile e con le opere di sistemazione del pendio.
Anche l’Area 4000 è stata interessata da importanti lavori preparatori. Dopo la riapertura e la pulizia del settore, è stato avviato il suo ampliamento con l’obiettivo di verificare la presenza di ulteriori orizzonti funerari, in continuità con la sepoltura e il contesto individuati durante la campagna del 2025. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere l’estensione del cimitero in questa porzione del sito.
Accanto alle attività di scavo, è proseguito il lavoro di documentazione digitale attraverso rilievi con drone, sistemi GIS e modelli tridimensionali ottenuti mediante fotogrammetria, strumenti che consentono di conservare e analizzare in modo accurato ogni fase dell’indagine archeologica.
Le prime due settimane della campagna 2026 confermano dunque l’eccezionale potenziale scientifico della Pieve di San Cassiano. Tra sepolture medievali, testimonianze della produzione di campane e reperti architettonici di epoca romanica, ogni giornata di lavoro contribuisce ad arricchire la ricostruzione della storia di uno dei più importanti centri religiosi della Garfagnana medievale. Con l’avvicinarsi dell’arrivo della field school internazionale, il cantiere è pronto ad affrontare una nuova fase di ricerca, con l’obiettivo di continuare a svelare i segreti custoditi da questo straordinario sito archeologico.





