2 luglio 2026
Dal cantiere al laboratorio: una giornata di formazione al MuGAr
La giornata del 2 luglio 2026 ha rappresentato una parentesi importante nelle attività della campagna di scavo. Per un giorno gli archeologi hanno lasciato il cantiere della Pieve di San Cassiano per trasferirsi al MuGAr – Museo della Garfagnana Archeologica di Pieve Fosciana, il primo museo dedicato alla storia archeologica dell’intero territorio garfagnino, inaugurato nel 2025 e nato dalla collaborazione tra il Comune di Pieve Fosciana e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. 0
Grazie alla preziosa collaborazione della dott.ssa Marta Colombo, funzionario archeologo della Soprintendenza e co-direttrice scientifica dello scavo, gli spazi del museo sono stati messi a disposizione del progetto, ospitando i laboratori didattici e le attività formative della field school. 1
La mattinata è stata dedicata al lavoro di laboratorio, una fase fondamentale quanto lo scavo stesso. Gli studenti hanno iniziato le operazioni di pulizia, riconoscimento e studio preliminare dei resti osteologici provenienti dalle sepolture messe in luce nelle scorse settimane. Questo primo approccio consente di acquisire familiarità con l’anatomia dello scheletro umano, di distinguere gli elementi ossei e di comprendere le procedure che precedono le successive analisi antropologiche e paleopatologiche.
Nel pomeriggio le attività sono proseguite con una lezione frontale dedicata alla stratigrafia archeologica, il fondamento metodologico di ogni scavo scientifico. Attraverso esempi tratti direttamente dal cantiere della Pieve di San Cassiano, gli studenti hanno approfondito i principi della formazione dei depositi archeologici, della lettura delle relazioni stratigrafiche e della documentazione delle unità stratigrafiche, comprendendo come ogni gesto compiuto durante lo scavo debba essere guidato da un rigoroso metodo scientifico.
La giornata ha rappresentato anche un’importante occasione per mostrare come la ricerca archeologica non si esaurisca nel lavoro sul campo. Lo scavo costituisce infatti soltanto una delle fasi di un processo molto più ampio, che comprende la pulizia dei reperti, la documentazione, lo studio specialistico, la catalogazione e, infine, la valorizzazione e la restituzione dei risultati alla comunità.
Proprio in questa prospettiva si inserisce il ruolo del MuGAr, che non è soltanto uno spazio espositivo, ma un luogo di ricerca, formazione e divulgazione, capace di mettere in dialogo il patrimonio archeologico della Garfagnana con le nuove generazioni di studiosi. Domani le attività riprenderanno regolarmente sullo scavo, dove gli studenti potranno applicare direttamente sul campo le conoscenze acquisite durante questa intensa giornata di laboratorio.
“`2




