22 giugno 2026
Focus sull’Area 1000: il cimitero medievale continua a raccontare la sua storia
La giornata di lunedì 22 giugno 2026 è stata dedicata principalmente all’approfondimento delle indagini nell’Area 1000, il settore corrispondente al sagrato della pieve medievale, che continua a confermarsi uno dei contesti più ricchi e complessi dell’intero sito. Mentre nelle altre aree di scavo proseguono regolarmente le attività di ricerca e documentazione, è proprio qui che l’attenzione degli archeologi si è concentrata nelle ultime ore.
Le indagini stanno infatti mettendo in evidenza un vero e proprio palinsesto funerario, nel quale le sepolture si sovrappongono e si intersecano, testimoniando il lungo utilizzo dell’area come spazio cimiteriale da parte delle comunità che facevano riferimento alla Pieve di San Cassiano.
Nell’angolo nord-occidentale dell’area prosegue la messa in luce degli individui adulti USK 1129 e USK 1142, entrambi deposti in posizione supina e orientati nord-sud. L’analisi stratigrafica ha evidenziato come il taglio della fossa US 1138 intercetti parzialmente l’individuo USK 1129, offrendo preziose informazioni sulla successione cronologica delle deposizioni e sull’evoluzione del cimitero nel corso del tempo.
Nella porzione centrale dell’Area 1000 è invece iniziato lo scavo della fossa semplice US 1141, che contiene i resti di un ulteriore individuo adulto anch’esso orientato nord-sud. Le operazioni di scavo proseguiranno nei prossimi giorni con l’obiettivo di documentare integralmente la deposizione e raccogliere dati utili allo studio antropologico e paleopatologico.
Di particolare interesse è anche quanto emerso nella porzione nord-orientale, dove è stata individuata la sepoltura di un individuo infantile. Il taglio della tomba risulta delimitato, sul lato nord e sul lato sud, da due elementi litici infissi verticalmente, una soluzione costruttiva che testimonia la varietà delle pratiche funerarie adottate all’interno del cimitero medievale della pieve e che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti nel prosieguo della campagna.
L’Area 1000 continua così a offrire uno straordinario spaccato della vita – e della morte – delle popolazioni medievali della Valle del Serchio. Ogni nuova sepoltura contribuisce infatti a ricostruire non solo la cronologia del cimitero, ma anche gli aspetti demografici, rituali e sociali di una comunità che per secoli trovò nella Pieve di San Cassiano il proprio principale punto di riferimento religioso.







