23 giugno 2026
Nuove evidenze dalle aree di scavo: tra attività metallurgiche e architettura della pieve
La giornata del 23 giugno 2026 ha visto il proseguimento delle attività in tutte le aree di scavo, con risultati particolarmente significativi nelle aree interne della chiesa. Mentre continuano le operazioni di documentazione e scavo stratigrafico, nuove evidenze stanno contribuendo a ricostruire sia le attività produttive che interessarono la pieve nel pieno Medioevo, sia la sua articolazione architettonica nelle fasi più antiche.
Nell’Area 1000 è proseguita la rimozione e la documentazione degli individui messi in luce nei giorni scorsi. Lo scavo degli scheletri adulti individuati nel settore nord-occidentale e della sepoltura della porzione centrale dell’area sta consentendo di acquisire nuovi dati sulle pratiche funerarie adottate nel cimitero del sagrato, mentre prosegue anche l’indagine della sepoltura infantile delimitata da elementi litici infissi verticalmente. Il complesso continua a confermare l’elevata densità di deposizioni che caratterizza questo settore della pieve.
Nell’Area 2000 lo studio delle strutture connesse alla fusione delle campane sta restituendo risultati di straordinario interesse per la comprensione delle attività metallurgiche svolte all’interno della chiesa. Le grandi fosse già individuate nelle scorse settimane continuano infatti a restituire numerose scorie di bronzo e perfino un frammento di campana, elementi che contribuiscono a ricostruire le diverse fasi del processo fusorio e l’organizzazione degli spazi destinati a queste lavorazioni.
Al centro dell’area sta inoltre emergendo la traccia di una trincea, interpretabile in via preliminare come una possibile trincea di spoliazione relativa a un muro di notevole antichità. L’orientamento della struttura, parallelo alla facciata della chiesa basso medievale, suggerisce che possa appartenere a una fase altomedievale, forse addirittura precedente alla prima fase ecclesiale attualmente nota. Si tratta di un’ipotesi che dovrà essere verificata con il prosieguo dello scavo, ma che potrebbe aprire scenari del tutto nuovi sulla storia più antica del sito.
Nell’Area 3000, dopo gli importanti ampliamenti realizzati nei giorni scorsi, le attività si stanno concentrando sulla pulizia e sulla progressiva messa in luce del bacino stratigrafico interno al campanile. L’obiettivo è comprendere con maggiore precisione l’organizzazione della pieve basso medievale nella sua porzione absidale e chiarire il rapporto tra l’absidiola occidentale e la struttura campanaria. Le informazioni che emergeranno da questo settore saranno fondamentali per ricostruire l’evoluzione planimetrica del complesso ecclesiastico e le sue trasformazioni nel corso del Medioevo.









