23 luglio 2026

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Tre chiese in una: la Pieve di San Cassiano racconta mille e cinquecento  anni di storia

La giornata del 22 luglio 2026 è stata dedicata al proseguimento delle attività di scavo e di documentazione, ma anche alla condivisione con il pubblico dei risultati più significativi emersi durante la campagna. In occasione della conferenza serale della rassegna “Gallicano in Copertina”, il prof. Antonio Fornaciari ha presentato una sintesi preliminare delle ricerche, illustrando il nuovo quadro interpretativo che sta emergendo dallo studio della Pieve di San Cassiano.

Il risultato più importante riguarda la definizione delle tre principali fasi architettoniche dell’edificio, ricostruite grazie all’integrazione tra dati stratigrafici, rilievi, modelli tridimensionali e analisi delle strutture murarie. È la dimostrazione di come lo scavo archeologico non si limiti al recupero dei reperti, ma abbia come obiettivo finale la ricostruzione della storia di un monumento attraverso l’interpretazione scientifica delle sue trasformazioni.

La fase più antica è rappresentata da una chiesa altomedievale, della quale restano ancora da chiarire cronologia, articolazione planimetrica ed estensione. Le indagini in corso stanno tuttavia iniziando a delineare un edificio precedente alla grande stagione costruttiva romanica, aprendo prospettive di ricerca completamente nuove per la storia della pieve.

Una seconda fase, databile al X secolo, vede invece la realizzazione di una chiesa a due navate concluse da due absidi, con dimensioni di circa 12 × 16 metri. Si tratta del primo edificio di cui oggi sia possibile ricostruire con buona attendibilità l’impianto planimetrico, grazie alle evidenze emerse soprattutto nell’area absidale.

Tra l’XI e il XII secolo la pieve viene profondamente ampliata e trasformata. Nasce così il grande edificio romanico, articolato in tre navate concluse da tre absidi, costruito in larga parte sopra la chiesa precedente. Il nuovo impianto conserva la larghezza della navata centrale e di quella meridionale della fase del X secolo, mentre vengono aggiunte la navata settentrionale, la relativa abside e il monumentale campanile, realizzato in asse con quest’ultima. L’edificio raggiunge così dimensioni di circa 18 × 23 metri, configurandosi come una delle pievi medievali più imponenti della Garfagnana.

Questa ricostruzione rappresenta uno dei risultati più significativi raggiunti dalla campagna 2026. Definire con precisione le fasi evolutive di un edificio significa infatti ricostruirne la storia, comprendere le esigenze liturgiche e comunitarie che ne hanno guidato le trasformazioni e restituire un’identità cronologica alle strutture che lo compongono. È il momento in cui le singole evidenze archeologiche cessano di essere dati isolati e diventano parte di un racconto storico coerente.

Le ricerche proseguiranno anche nei prossimi giorni con l’obiettivo di verificare e affinare questo nuovo modello interpretativo, che costituisce la base per gli studi futuri e per la valorizzazione della Pieve di San Cassiano come uno dei più importanti complessi ecclesiastici medievali della Toscana nord-occidentale.



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