24 giugno 2026

In Area 1000, Area 2000, Area 30003 Minuti

La pioggia rallenta le attività, ma la ricerca continua

La giornata di 24 giugno 2026 è stata caratterizzata da condizioni meteorologiche variabili che, soprattutto nel pomeriggio, hanno costretto il team di scavo a rallentare le attività sul campo. Le precipitazioni hanno infatti reso impossibile lavorare a pieno regime, imponendo una temporanea sospensione delle operazioni più delicate e lo spostamento dell’attenzione verso attività di documentazione e organizzazione del lavoro per i giorni successivi.

Nonostante ciò, la mattinata ha consentito di proseguire le indagini nelle diverse aree del cantiere. Nell’Area 1000 sono continuate le operazioni di scavo e documentazione delle sepolture medievali già individuate, con particolare attenzione alla registrazione stratigrafica dei rapporti tra le diverse deposizioni e alla messa in sicurezza dei contesti più delicati.

In Area 2000 prosegue lo studio delle strutture legate alla fusione delle campane, uno dei risultati più interessanti emersi nel corso della campagna 2026. I numerosi frammenti di bronzo e gli altri residui delle lavorazioni stanno contribuendo a ricostruire le tecniche produttive adottate nel pieno Medioevo e l’organizzazione degli spazi destinati alle attività fusorie all’interno della pieve.

Nell’Area 3000 continua il lavoro di approfondimento del settore recentemente ampliato. All’interno del campanile è stato finalmente raggiunto il primo livello stratigraficamente significativo al di sotto dei moderni strati di crollo e di abbandono, un passaggio fondamentale che consentirà, nei prossimi giorni, di indagare direttamente le fasi di utilizzo dell’edificio medievale. Parallelamente proseguono le ricerche volte a comprendere il rapporto tra il campanile, l’abside occidentale e le diverse fasi costruttive della pieve.

Le condizioni atmosferiche, tuttavia, non hanno avuto soltanto effetti negativi. La copertura nuvolosa diffusa ha infatti creato una luce particolarmente uniforme, ideale per la documentazione fotografica aerea. Grazie all’assenza di ombre marcate, è stato possibile acquisire una serie di immagini con drone di elevata qualità, preziose per la realizzazione di ortofotografie e modelli tridimensionali del sito.

Le precipitazioni, pur rallentando il ritmo dei lavori, rappresentano talvolta anche un’opportunità per gli archeologi: il terreno umido può infatti rendere più leggibili differenze cromatiche e limiti stratigrafici, facilitando l’individuazione di fosse, tagli e strutture altrimenti poco evidenti.

Con il miglioramento previsto delle condizioni meteorologiche, il team è pronto a riprendere a pieno ritmo le attività di scavo, proseguendo l’indagine di uno dei complessi medievali più significativi della Valle del Serchio.



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