25 giugno 2026
La giornata del 25 giugno 2026 ha visto il proseguimento delle attività di scavo in tutte le principali aree del cantiere, con importanti progressi sia sul fronte della documentazione sia su quello dell’indagine stratigrafica.
Nell’Area 1000 si è conclusa la rimozione dei due individui rinvenuti nella porzione sud-occidentale del sagrato, mentre le operazioni si stanno ora concentrando sulla documentazione finale dell’individuo adulto collocato nella parte centrale dell’area e della sepoltura infantile immediatamente a nord, appartenente a un bambino di circa 3-4 anni. Prima di procedere con la rimozione dei resti è stata realizzata un’accurata documentazione tridimensionale mediante fotogrammetria, una tecnica che consente di ottenere modelli 3D ad altissima risoluzione preservando digitalmente ogni dettaglio della posizione degli individui, delle relazioni stratigrafiche e del contesto archeologico. Si tratta di uno strumento ormai indispensabile per garantire che il patrimonio informativo dello scavo rimanga disponibile anche dopo la rimozione delle evidenze.
In Area 2000 prosegue senza sosta lo scavo della grande fornace per la fusione di una campana, uno dei contesti più spettacolari emersi durante questa campagna. Le dimensioni del manufatto, che raggiunge circa un metro e mezzo di profondità e altrettanto in larghezza, fanno ipotizzare che fosse destinato alla realizzazione di una campana di dimensioni eccezionali, probabilmente prossima alla tonnellata di peso. Lo scavo ha raggiunto una nuova unità stratigrafica caratterizzata da un piano di terreno concotto con evidenti tracce di combustione, accompagnato dalla presenza di frammenti laterizi. Questi elementi suggeriscono di trovarsi in prossimità del livello operativo utilizzato durante le fasi di fusione o dell’area di appoggio del grande stampo destinato alla colata del bronzo.
Nell’Area 3000 continuano le operazioni di pulizia e di approfondimento stratigrafico, con particolare attenzione alla zona compresa tra l’abside centrale e quella orientale. Qui è in corso lo scavo di un’inumazione posta a ridosso di un cassone litico, un contesto di notevole interesse del quale sarà possibile fornire maggiori dettagli nei prossimi giorni, una volta completata la documentazione.
Tra i reperti rinvenuti in questi giorni merita inoltre una menzione un verrettone, ossia una punta di freccia da balestra databile al XIV secolo. Sebbene si tratti di un oggetto di piccole dimensioni, il suo ritrovamento offre un importante spunto interpretativo, richiamando il possibile ruolo difensivo e strategico della Pieve di San Cassiano nei secoli centrali del Medioevo. Un’ipotesi che trova riscontro sia nelle fonti storiche sia in alcune rappresentazioni iconografiche, nelle quali il complesso ecclesiastico appare circondato da opere di fortificazione.









