9 giugno 2026

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La terza campagna di scavo archeologico alla Pieve di San Cassiano è entrata oggi nel vivo con le prime attività operative sul campo. Sebbene le giornate iniziali di una campagna possano apparire meno spettacolari rispetto ai momenti in cui emergono strutture, reperti o sepolture, il lavoro svolto oggi rappresenta una fase fondamentale per il successo dell’intera ricerca.

Le squadre impegnate nelle aree 1000, 2000, 3000 e 4000 hanno dedicato la giornata alla pulizia delle superfici di scavo, alla rimozione della vegetazione sviluppatasi durante i mesi invernali e alla verifica dello stato di conservazione delle evidenze archeologiche lasciate in vista al termine della campagna 2025.

Ogni anno, infatti, le aree archeologiche vengono protette e successivamente riaperte all’inizio della nuova stagione di ricerca. Questo significa che, prima di poter riprendere l’indagine stratigrafica, è necessario riportare alla luce le superfici già scavate, eliminare i depositi recenti accumulatisi nel tempo e ristabilire con precisione i limiti delle unità stratigrafiche individuate nelle campagne precedenti.

Particolare attenzione è stata dedicata all’Area 2000, corrispondente all’interno dell’antica pieve, dove gli studenti hanno iniziato a ripulire le strutture murarie già note e le superfici che nelle prossime settimane saranno oggetto di approfondimento. Interventi analoghi hanno interessato anche l’Area 3000, nell’area absidale, e le Aree 1000 e 4000, dove proseguirà lo studio delle zone funerarie individuate negli anni passati.

La giornata ha rappresentato anche un’importante occasione formativa per gli studenti dell’Università di Pisa coinvolti nella prima sessione della campagna. Oltre alle operazioni pratiche, i partecipanti hanno potuto familiarizzare con l’organizzazione del cantiere, le procedure di sicurezza e le metodologie di documentazione che verranno applicate durante tutta la stagione di scavo.

In archeologia, la pulizia non è una semplice attività preparatoria. Attraverso la rimozione controllata dei depositi superficiali è infatti possibile individuare dettagli altrimenti invisibili: differenze di colore del terreno, tracce di murature, tagli di fosse e altri elementi che consentono agli archeologi di leggere correttamente la stratificazione del sito.

Con le aree ormai quasi completamente predisposte, nei prossimi giorni potranno riprendere le vere e proprie attività di scavo stratigrafico. La campagna 2026 entra quindi nella sua fase operativa, pronta a proseguire l’esplorazione dell’antica Pieve di San Cassiano e della comunità medievale che per secoli gravitò attorno a questo importante centro religioso della Valle del Serchio.

In allegato a questo diario proponiamo inoltre un video introduttivo dedicato alla storia della Pieve di San Cassiano, alle principali aree di scavo e agli obiettivi scientifici del progetto, pensato per accompagnare il pubblico alla scoperta del sito e delle attività della campagna 2026.

 



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