Al via la terza campagna di scavo
È ufficialmente iniziata oggi la terza campagna di scavi archeologici presso l’antica Pieve di San Cassiano a Gallicano, uno dei più significativi siti archeologici medievali della Toscana settentrionale. Il progetto, promosso dalla Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa, proseguirà dall’8 giugno al 31 luglio 2026 e coinvolgerà studenti, ricercatori e specialisti provenienti da diversi atenei italiani e internazionali.
La prima sessione di scavo, della durata di tre settimane, è dedicata agli studenti dell’Università di Pisa. Seguirà una field school internazionale che accoglierà partecipanti provenienti da università estere, mentre le ultime due settimane vedranno il coinvolgimento degli studenti del Master di I livello in Antropologia Scheletrica, Forense e Paleopatologia dell’Università di Pisa, insieme a studenti e specializzandi provenienti dalle Università di Bologna e Milano.
Le attività si svolgono in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara e sono co-dirette dal prof. Antonio Fornaciari (Università di Pisa) e dalla dott.ssa Marta Colombo (SABAP LU), con il coordinamento sul campo dei dottori Francesco Coschino, Letizia Cavallini, Alan Farnocchia e Rossella Megaro. Il progetto integra competenze archeologiche, bioarcheologiche e paleoambientali con l’obiettivo di approfondire la conoscenza del sito e del popolamento medievale della Valle del Serchio.
Gli obiettivi della campagna 2026
Dopo i risultati conseguiti nelle precedenti campagne, che hanno consentito di individuare porzioni significative dell’edificio ecclesiastico e del relativo cimitero, le attività del 2026 saranno finalizzate all’ampliamento delle aree già investigate e alla definizione più precisa dell’evoluzione architettonica e funeraria del complesso.
Le indagini interesseranno quattro principali aree di scavo:
Area 1000, situata in corrispondenza della facciata e del sagrato della chiesa, dove le precedenti campagne hanno restituito numerose evidenze funerarie;
Area 2000, all’interno dell’edificio ecclesiastico, interessata da importanti strutture murarie e da evidenze legate alle diverse fasi costruttive della pieve;
Area 3000, localizzata nell’area absidale, dove sono emersi complessi contesti funerari e stratigrafici di particolare interesse;
Area 4000, aperta durante le più recenti fasi di ricerca per approfondire ulteriormente l’estensione del cimitero e i rapporti tra le diverse aree del sito.
Le prime giornate di lavoro saranno dedicate alla preparazione delle aree, alla pulizia delle superfici e alla ripresa delle indagini stratigrafiche interrotte al termine della campagna 2025.
La Pieve di San Cassiano
Documentata nelle fonti scritte a partire dal 997, la Pieve di San Cassiano rappresentò per secoli uno dei principali centri religiosi e amministrativi della Valle del Serchio. L’edificio venne progressivamente abbandonato nel corso del XIV secolo e parte delle sue strutture fu successivamente smantellata per il recupero dei materiali edilizi.
Le ricerche archeologiche condotte negli ultimi anni hanno restituito nuove informazioni sull’architettura della chiesa, sulle sue trasformazioni nel tempo e sulla comunità che gravitava attorno ad essa. Lo studio delle sepolture e dei resti umani sta inoltre contribuendo alla ricostruzione delle condizioni di vita, salute e mobilità delle popolazioni medievali della Garfagnana.
Ricerca, formazione e valorizzazione
Accanto alla ricerca scientifica, il progetto mantiene una forte vocazione didattica e divulgativa. La campagna 2026 offrirà infatti opportunità formative a studenti italiani e internazionali, favorendo l’apprendimento diretto delle metodologie di scavo, documentazione e studio dei contesti archeologici.
L’iniziativa continua a beneficiare del sostegno delle istituzioni locali e regionali, tra cui il Comune di Gallicano, la Provincia di Lucca, la Regione Toscana e l’Unione dei Comuni della Garfagnana, nonché della collaborazione dell’Istituto Storico Lucchese – Sezione di Gallicano e delle associazioni del territorio.
Con l’avvio della terza campagna, la Pieve di San Cassiano si conferma un laboratorio di ricerca e formazione di rilevanza nazionale e internazionale, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio storico e archeologico della Garfagnana e al rafforzamento del dialogo tra università, istituzioni e comunità locale.






