24 giugno 2024

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In una giornata piovosa, che ha reso impossibile lo scavo, ci siamo concentrati sull’elaborazione dei dati ricavati dalle ricostruzioni tridimensionali e dai rilievi topografici. Abbiamo dunque sviluppato i modelli tridimensionali delle tre aree di scavo tramite fotogrammetria digitale e li abbiamo inseriti all’interno del GIS di scavo, ottenendo delle mappature ortogonali estremamente accurate, che serviranno da base per la riproduzione delle evidenze che stanno emergendo strato dopo strato. Dalle curve di livello delle mappe tecniche regionali e dai punti presi direttamente sul campo abbiamo poi ricavato un modello digitale dell’elevazione (DEM), che ha fornito la base per la creazione di una ricostruzione tridimensionale del terreno, apprezzabile nel video qui di seguito.

GIS 3D dell'areale sottoposto ad indagine

Approfondimento: la fotogrammetria

La fotogrammetria automatica digitale rappresenta, ad oggi, una delle tecnologie di rilievo 3D più diffuse, grazie alla disponibilità di software a basso costo (alcuni completamente gratuiti ed open source), alla semplicità d’uso di questi software e alla possibilità di effettuare rilievi utilizzando solamente una comune macchina fotografica digitale o uno smartphone e un PC, anche di medie prestazioni. La fotogrammetria si basa su un procedimento di triangolazione a stelle proiettive tramite il quale il calcolatore, con un minimo intervento dell’operatore, calibra la fotocamera e ricostruisce la posizione di scatto delle singole fotografie; per ogni punto chiave vengono ricavate le coordinate reali x,y,z, in seguito materializzate tridimensionalmente in una nuvola di punti a bassa densità. In un secondo passaggio automatico la nuvola viene infittita aumentando il numero di punti e triplette di punti vengono interpolate tra di loro a formare poligoni triangolari, che costituiranno la superficie del modello stesso, o mesh, sulla quale è proiettata la testura fotografica.
Questa tecnologia consente di ottenere modelli di un’incredibile precisione rappresentativa, il cui errore dimensionale ha uno scarto che può scendere al di sotto del millimetro e la cui definizione fotografica raggiunge livelli definizionali superiori a quelli di una fotografia ottenuta con le migliori reflex. Ma tra le qualità più rimarchevoli vi è la potenzialità narrativa dei modelli prodotti, la cui veridicità ha una capacità evocativa assai maggiore di qualsiasi proposizione grafica o fotografica e una facilità di divulgazione e manipolazione infinitamente superiori rispetto a un modello materico in gesso o resina.

La sovrapposizione dei fotopiani ricavati dai modelli 3D delle aree sul tracciato GPR ci ha permesso di ipotizzare la planimetria dell'antica pieve medievale.