28 giugno 2024
Prosegue lo scavo nelle tre Aree.
Area 1000: si continua con la messa in luce delle due casse sepolcrali addossate al paramento esterno della facciata della Pieve. Si tratta di una struttura allungata e rivestita di pietre divisa in due longitudinalmente da un’altra pietra. Nei prossimi giorni verranno messi in luce gli individui scheletrizzati in esse contenuti e già affioranti.
Area 2000: la situazione all’interno del settore è complessa ma decisamente interessante. Come già accennato, sta emergendo il muro di delimitazione tra la navata centrale e quella laterale verso valle: si tratta di una struttura imponente, larga oltre 1,30mt, caratterizzata da un potente sacco ricco di malta tenace e da due protrusioni, poste ai due capi visibili all’interno del settore, relativi quasi certamente ai basamenti dei pilastri o delle colonne interne alla chiesa; secondo i nostri calcoli la distanza tra i due, computabile in 4,10mt, definirebbe quattro intercolumni, ciascuno dei quali aperto su una campata il cui modulo rifletterebbe una proporzione di 2:1 (lunghezza della navata centrale x distanza assiale delle colonne). Questo muro taglia una precedente struttura, più esile, orientata SE-NW e ad esso perpendicolare, sui cui insistono due casse sepolcrali litiche. Senza ancora prove sicure, potremmo ipotizzare che sia afferente ad una chiesa precedente alla Pieve, di cui ricalca l’orientamento. Le indagini dei prossimi giorni ci forniranno maggiori indizi. Qui sotto potete trovare un modello tridimensionale navigabile dell’area, che può aiutare a comprenderne la fisionomia e le evidenze.
Area 3000: le indagini stratigrafiche nell’area stanno definendo con sempre maggior precisione l’andamento dell’abside e delle strutture ad essa afferenti. Anche in questo caso si tratta di murature imponenti e resistenti, purtroppo rasate e spogliate dai paramenti esterni. All’interno del circuito stanno emergendo lacerti di intonaco rosso e pure colorato, che dovevano comporre in antico le decorazioni murarie dell’edificio.






