25 giugno 2025

In Generale3 Minuti

La giornata è stata interamente dedicata alla documentazione stratigrafica e planimetrica delle tre aree attive dello scavo (1000, 2000 e 3000), un lavoro cruciale per il progresso del progetto, che permette di sistematizzare e archiviare in modo rigoroso i dati raccolti nelle settimane precedenti.

Documentare per costruire memoria scientifica

In archeologia, documentare significa rendere leggibili e trasmissibili i dati deperibili dello scavo, trasformando le stratificazioni in un patrimonio di conoscenze stabili e accessibili. Le tecniche impiegate operano su diversi livelli:

Fotografia archeologica

Ogni fase è registrata con fotografie ortogonali e di dettaglio, sempre accompagnate da cartellini identificativi e scale metriche. Queste immagini diventano strumenti fondamentali per il confronto, la verifica e la pubblicazione, e costituiscono la base iconografica di ogni ricostruzione successiva.

Fotogrammetria 3D

Grazie a sequenze calibrate di immagini digitali, vengono prodotti modelli tridimensionali accurati delle aree scavate. Questi modelli consentono di creare ortofoto, sezioni virtuali, rilievi metrici e ricostruzioni esplorabili, rendendo possibile una restituzione visiva dettagliata delle unità stratigrafiche e delle strutture.

Rilievo con stazione totale

La stazione totale consente di registrare con estrema precisione la posizione spaziale di ogni elemento rilevante (limiti di scavo, strutture, US, reperti, sepolture). Il rilievo viene poi utilizzato per creare planimetrie georeferenziate, fondamentali per la restituzione planimetrica e stratigrafica del sito.

GIS – Sistema Informativo Geografico

Tutti i dati raccolti, spaziali e descrittivi, vengono integrati in un sistema informativo geografico (GIS), che consente:

  • di visualizzare e interrogare le stratigrafie in relazione tra loro;
  • di produrre mappe tematiche e modelli dinamici aggiornabili;
  • di analizzare le relazioni spaziali e tempali tra le unità;
  • di garantire continuità tra lo scavo e la fase interpretativa e pubblicativa.

Il GIS è lo strumento che trasforma lo scavo in una banca dati evolutiva, interrogabile nel tempo e accessibile in forma digitale anche a distanza di anni.

Schede US (Unità Stratigrafiche)

Elemento cardine della metodologia stratigrafica, le schede US rappresentano la vera memoria analitica dello scavo. Ogni scheda descrive con rigore una singola unità stratigrafica e ne registra:

  • le caratteristiche fisiche e morfologiche;
  • la composizione e la cronologia;
  • le relazioni con altre unità (cosa taglia, cosa è tagliato);
  • l’interpretazione funzionale;
  • gli eventuali reperti associati e i dati di scavo.

La compilazione è frutto di un processo complesso: osservazione diretta sul campo, confronto tra operatori, descrizione dettagliata, e continuo aggiornamento in funzione delle nuove scoperte. Nella giornata di oggi sono state redatte, verificate e integrate decine di schede, alcune delle quali già correlate alle rispettive fotografie, rilievi e dati GIS. È questo il lavoro che rende ogni scavo ripetibile, leggibile e validabile dalla comunità scientifica.

In conclusione la documentazione non è un passaggio accessorio, ma il cuore dell’attività archeologica: è ciò che permette di passare dallo scavo alla storia, dal dato materiale al racconto coerente. Oggi è stata una giornata silenziosa ma intensa, dedicata a costruire la base su cui poggeranno le interpretazioni future.