8 luglio 2024
Oggi abbiamo concluso la rimozione dei due scheletri messi in luce durante le ultime giornate di scavo e si è proseguito nello scavo della zona dell’abside della chiesa.
Area 1000: la lenta e minuziosa indagine dello scheletro USK 1020, un individuo pertinente al cimitero della pieve nella sua fase bassomedievale (XIII sec.), è giunta oggi al momento conclusivo. Lo scheletro è stato smontato e rimosso dalla cassa litica e stoccato nel magazzino.
Area 2000: anche in questo settore è stata completata la rimozione di USK 2033, un individuo più antico di quello in Area 1000. Accanto alla sepoltura in cui giaceva, è stata infine aperta ed esplorata un’altra cassa litica, US 2034, che, parzialmente intercettata dal muro interno della pieve, si è rivelata essere vuota.
Nei prossimi mesi i due scheletri verranno riassemblati in laboratorio e studiati in tutti i loro particolari, per capirne la data di morte (tramite le analisi degli isotopi del carbonio), identificarne patologie, caratteristiche morfologiche ed antropologiche e, soprattutto, per acquisire una inedita chiave di lettura del territorio e della società di cui facevano parte. Non va dimenticato infatti che uno dei compiti principali dell’archeologia e della bioarcheologia è quello di comprendere ciò che il nostro passato ci può raccontare, creando una nuova narrazione, che tenga sempre al centro la scientificità e il rispetto per chi una volta abitava gli spazi del nostro vissuto. Ossa altrimenti dimenticate, che tornano alla luce con una nuova dignità, e che possono insegnarci molto, riflettendo nel presente ciò che è stato tanti secoli fa.
Area 3000: la pulizia e lo scavo delle stratificazioni attorno all’abside stanno rivelando interessanti depositi: piani di calpestio in malta e strutture, giustapposte o ammorsate al paramento della chiesa. Nei prossimi giorni cercheremo di far luce sulla loro fuzione.







