4 luglio 2025

Prime sintesi e prospettive a metà campagna

Con la fine della seconda settimana di scavo e l’avvio della Field School Gallicano, il cantiere archeologico ha raggiunto una fase di maturazione che permette di formulare alcune prime riflessioni sullo sviluppo del sito e sugli obiettivi scientifici perseguiti.

Area 1000 – Un settore funerario stratificato

Nel settore antistante la facciata della pieve, l’indagine stratigrafica ha portato alla luce una paleosuperficie di uso cimiteriale, sulla quale si impostano numerosi tagli di sepoltura. Sebbene le unità funerarie non siano ancora state oggetto di scavo sistematico, la distribuzione dei tagli e la natura del riempimento suggeriscono una frequentazione prolungata e articolata, verosimilmente riferibile a più fasi dell’uso cimiteriale medievale. La prossima settimana sarà dedicata all’apertura controllata delle prime sepolture, con l’obiettivo di analizzarne cronologia, tipologia e orientamento.

Area 2000 – Architetture liturgiche in emersione

Le attività nell’area compresa tra la navata centrale e quella laterale hanno permesso di individuare con chiarezza i basamenti delle colonne che scandivano la navata. Sono ora visibili due podî murari in allineamento, che restituiscono la modulazione interna della chiesa romanica. Le caratteristiche costruttive e la successione stratigrafica suggeriscono una fase omogenea di costruzione, probabilmente legata alla monumentalizzazione del complesso tra XI e XII secolo.

Area 3000 – Scoperte significative sulle fasi più antiche

Le indagini nell’area absidale hanno portato alla luce un nuovo fronte murario di notevoli dimensioni nel settore nord, orientato in senso ortogonale rispetto alle absidi e probabilmente riferibile a una fase preromanica della pieve. Il dato più rilevante emerso in questi ultimi giorni è il ritrovamento di numerosi frammenti di intonaco dipinto, alcuni dei quali inglobati nel sacco murario della struttura. Questo elemento suggerisce un riutilizzo di materiali decorati provenienti da un edificio precedente, aprendo alla concreta possibilità che l’attuale pieve insista su un impianto ecclesiastico più antico, decorato internamente già in epoca altomedievale.

Le strutture sinora portate alla luce sovrapposte alla ricostruzione planimetrica della fase romanica della pieve a tre absidi.

Prime conclusioni

Il sito della pieve di San Cassiano si conferma uno straordinario laboratorio archeologico, in grado di restituire dati fondamentali non solo per la comprensione dell’architettura ecclesiastica medievale, ma anche per la ricostruzione delle dinamiche insediative, funerarie e liturgiche di lungo periodo.
L’articolazione delle fasi – tra età altomedievale, romanica, basso-medievale e postmedievale – è già leggibile nelle evidenze stratigrafiche, e verrà ulteriormente approfondita nelle prossime settimane.