28 luglio 2025

La giornata odierna è stata nuovamente caratterizzata da piogge intense, che hanno costretto a sospendere le attività di scavo sul campo. Questi momenti di pausa, tuttavia, permettono di dedicare tempo alla revisione della documentazione, al confronto tra i dati raccolti e alla programmazione delle prossime fasi di lavoro.

Nella serata di ieri, in Piazza a Bolognana, si è svolto un importante evento di divulgazione che ha visto una grande partecipazione di pubblico. La presentazione dei risultati della campagna di scavo 2025 presso la Pieve di San Cassiano di Gallicano ha rappresentato un momento di dialogo e condivisione con la comunità locale, sempre più interessata alle scoperte che emergono dal cantiere archeologico.

Durante l’incontro, il prof. Antonio Fornaciari (Università di Pisa) e la dott.ssa Marta Colombo (Soprintendenza ABAP di Lucca e Massa Carrara) hanno illustrato le principali scoperte e le metodologie adottate, raccontando l’evoluzione delle ricerche e il significato storico e culturale dei ritrovamenti.

La serata ha visto inoltre la partecipazione attiva dell’Istituto Storico Lucchese – sezione di Gallicano e del Sindaco del Comune di Gallicano, David Saisi, che hanno ribadito il valore di questo progetto per la comunità e per la valorizzazione del territorio.

L’esposizione degli ultimi reperti, accompagnata da racconti e spiegazioni scientifiche, ha suscitato grande curiosità e apprezzamento, confermando come la ricerca archeologica non sia soltanto studio accademico, ma anche racconto collettivo e memoria condivisa.


25 luglio 2025

La giornata è stata caratterizzata da piogge persistenti che hanno impedito di proseguire con le attività sul campo. Lo staff ne ha approfittato per organizzare il materiale documentario e preparare le prossime fasi di lavoro, in attesa di condizioni meteo più favorevoli.


24 luglio 2025

Oggi il gruppo di ricerca ha interrotto momentaneamente le attività di scavo per visitare il sito di Lucchio, un insediamento medievale fortificato di grande fascino e interesse storico-archeologico, oggetto di indagini da parte della Soprintendenza ABAP di Lucca e Massa Carrara.
Questa esperienza ha offerto agli studenti e ai ricercatori l’opportunità di confrontare metodologie e approcci di indagine in contesti diversi, arricchendo la prospettiva complessiva sul territorio medievale della Garfagnana e delle valli limitrofe.
Scopri di più sullo scavo di Lucchio.


23 luglio 2025

La giornata odierna è stata dedicata a fare il punto generale sull’andamento delle attività di scavo. Dopo diverse settimane di lavoro, il quadro che emerge dall’antica pieve di San Cassiano appare sempre più chiaro e stratificato, rivelando la complessità delle funzioni e delle trasformazioni di questo luogo sacro nel corso dei secoli.

In Area 1000 si conferma il carattere cimiteriale, con una concentrazione di sepolture infantili e adulte, molte delle quali in cassa litica, disposte davanti alla facciata della pieve.
In Area 2000 la fornace per campane ha restituito informazioni uniche sulla fusione di manufatti liturgici direttamente sul posto: una scoperta rara e significativa che testimonia le competenze artigianali legate alla chiesa.
In Area 3000 prosegue la documentazione delle sepolture complesse, caratterizzate da ossa sparse e resti secondari, probabile frutto di rimaneggiamenti successivi.
In Area 4000 sono emerse nuove tombe in cassa litica, alcune con coperture costituite da frammenti di elementi architettonici di pregio, forse appartenenti a strutture sacre ormai perdute.

La rimozione delle discariche di terra prodotte nelle campagne di scavo 2024 e 2025, insieme ai detriti che coprivano i resti del campanile, ha finalmente permesso di avere una visione completa e d’insieme dell’impianto ecclesiastico, anche se le strutture oggi sono tutte rasate e visibili solo in pianta.


22 luglio 2025

La giornata odierna ha segnato un momento importante per la lettura complessiva del sito. Con l’ausilio della ruspa sono state rimosse le discariche di terra prodotte dalle due campagne di scavo (quella in corso e quella del 2024), insieme ai detriti che obliteravano i resti del campanile. Grazie a questo intervento, per la prima volta in 700 anni è possibile avere una visione completa di ciò che resta dell’impianto ecclesiastico!

In Area 1000 prosegue lo scavo delle sepolture infantili. Particolarmente significativa è la messa in luce di una tomba caratterizzata da una copertura in lastre di ardesia in corrispondenza del cranio del bambino (alveolo cefalico), un rito di rispetto e protezione verso il defunto che arricchisce la nostra comprensione delle pratiche funerarie medievali.

In Area 2000 si conclude ufficialmente per quest’anno lo scavo. Qui sono stati individuati:

  • Il il muro di delimitazione della navata settentrionale della pieve;
  • Una fossa per la fusione delle campane con almeno due fasi di colata;
  • Un canale fusorio orientato verso sud;
  • Buche di servizio collegate al processo di fusione.

Questi ritrovamenti rappresentano una testimonianza rara e preziosa delle attività produttive liturgiche associate alla pieve.

In Area 4000 è stata individuata una concentrazione di ossa sparse e si sta procedendo alla messa in luce di una sepoltura in cassa litica. Le prossime giornate serviranno a chiarire la disposizione e l’estensione di questo contesto funerario.


21 luglio 2025

Oggi prende ufficialmente il via la nuova fase del Master di Primo livello in Antropologia Scheletrica Forense e Paleopatologia, organizzato da Università di Pisa, Bologna e Milano. Sono arrivati a Gallicano 12 studenti provenienti da tutta Italia, pronti a due settimane di formazione avanzata sul campo.

Le indagini si sono concentrate soprattutto in Area 1000, che si configura sempre di più come un settore cimiteriale misto: accanto alle sepolture infantili poste di fronte alla facciata della pieve, sono documentate anche sepolture adulte in cassa litica. Questa varietà di deposizioni offre un quadro ricco e articolato delle pratiche funerarie medievali e del ruolo sociale degli individui sepolti in quest’area.

In Area 4000 continuano le ricerche sulle tombe in cassa litica, alcune delle quali presentano coperture particolari, come l’uso di frammenti di archi in pietra, forse pertinenti all’antico altare o ad altri elementi sacri della chiesa. Le attività di questa settimana si focalizzeranno sulla documentazione accurata di queste strutture e sulla definizione della loro cronologia.


17 luglio 2025

Oggi si è conclusa la Field School internazionale di Gallicano. Un sentito ringraziamento va alle partecipanti Tedi, Lauren, Kaylan, Stephanie e Hayley, che hanno contribuito con entusiasmo e impegno alle attività di scavo e di laboratorio durante queste intense settimane.

In Area 1000 si è proceduto con la messa in luce e rimozione dello scheletro di un bambino di età inferiore a un anno, deposto con attenzione in prossimità della facciata della pieve, confermando l’importanza del sagrato come spazio funerario.

In Area 2000 si è concluso lo scavo della fornace per campana, una struttura complessa che costituisce una delle scoperte più importanti di questa campagna, per la sua rilevanza liturgica e artigianale.

In Area 3000 è stato svuotato il cassone litico già individuato nei giorni precedenti, continuando il lavoro di documentazione sulle sepolture di quest’area.

In Area 4000 si conferma la presenza di almeno una tomba in cassa litica, coperta da un frammento significativo di arco in pietra, forse appartenente all’altare originario della chiesa o a un altro elemento architettonico di carattere sacro.

Da lunedì il cantiere accoglierà 12 dottori iscritti al Master di Primo livello in Antropologia Scheletrica Forense e Paleopatologia, organizzato congiuntamente da Università di Pisa, Bologna e Milano. Per due settimane, il team di esperti approfondirà lo studio dei resti scheletrici umani, portando avanti le ricerche con nuove competenze specialistiche.


16 luglio 2025

In Area 1000 si è proceduto alla documentazione e rimozione dello scheletro USK1090. Poco più a sud è in fase di messa in luce una sepoltura infantile, riferibile a un bambino di circa un anno d’età, deposto con orientamento ovest-est. La presenza di bambini sepolti in area cimiteriale prossima alla facciata è un dato estremamente interessante, che testimonia un uso intensivo e inclusivo del sagrato come spazio funerario.

Nel medioevo, a causa dell’alta mortalità perinatale, molti bambini morivano prima di ricevere il battesimo. Tuttavia, la presenza stessa del fonte battesimale nelle pievi (come quella di San Cassiano) attribuiva sacralità al luogo, rendendo di fatto possibile l’inumazione dei piccoli in suolo consacrato, in un gesto di inclusione spirituale che riflette una profonda dimensione devozionale.

In Area 2000 si è concluso lo scavo della fornace per campane, un ritrovamento di rilievo che, per complessità strutturale e stratigrafia articolata, rappresenta uno dei contesti produttivi liturgici meglio conservati del sito. La presenza di più fasi di fusione e di elementi quali canali fusori e buche per stampi restituisce un quadro molto dinamico dell’attività metallurgica, probabilmente legata alla funzione sacra della chiesa stessa.

In Area 3000 si è proceduto allo svuotamento del cassone litico già individuato nei giorni scorsi. Finora non sono emersi scheletri in connessione anatomica, ma frammenti e ossa sparse, indizio di una possibile rioccupazione o rimaneggiamento della tomba in epoca successiva.

In Area 4000 prosegue l’indagine sul piano calpestabile rinvenuto nei giorni precedenti. Sta prendendo corpo l’ipotesi che le pietre che rivestono la superficie siano in realtà parte superiore di sepolture strutturate, forse cassoni litici, disposti in parallelo al muro absidale. Le prossime giornate di scavo saranno decisive per chiarire la funzione e l’estensione di questo possibile sepolcreto.


15 luglio 2025

Nella giornata odierna sono proseguite le operazioni in Area 1000 e Area 3000, entrambe focalizzate sull’indagine di contesti funerari. In facciata continua lo scavo della tomba in cassa litica, con l’avanzamento della documentazione antropologica, mentre in Area 3000 si è raggiunto un ulteriore livello di ossa sparse, testimoni di una frequentazione complessa e stratificata dell’area cimiteriale interna.

In Area 2000, la fossa per la campana rivela progressivamente la sua articolazione: si conferma la presenza di una seconda struttura di fusione, accompagnata da canali, buche e livelli di intervento successivi. Questa sequenza architettonica e funzionale suggerisce un uso prolungato della fornace, probabilmente finalizzato alla produzione di campane per la stessa pieve in più momenti storici.

Infine, si è proceduto con un ampliamento in Area 4000, sul lato sud della pieve, al di sotto del pendio che sorregge l’abside meridionale. Al di sotto dei livelli di crollo stanno emergendo strutture orizzontali legate a calce, che potrebbero riferirsi a un lastrico, una gradinata o forse a sepolture addossate al paramento murario. La loro funzione resta da definire, ma il contesto suggerisce un’area architettonicamente articolata e potenzialmente significativa per la comprensione della viabilità e dell’uso liturgico esterno alla chiesa.


14 luglio 2025

La giornata ha visto la prosecuzione dello scavo delle sepolture in Area 1000, dove si sta indagando un individuo adulto deposto all’interno di una cassa litica, collocata di fronte alla facciata della pieve. Le operazioni, condotte con particolare attenzione, stanno restituendo dati preziosi sulla conservazione e sulla disposizione dell’individuo, probabilmente appartenente a un ceto elevato, data la posizione privilegiata della tomba.

In Area 3000, lo scavo ha portato alla luce ulteriori orizzonti di ossa umane sparse, riferibili a rimaneggiamenti e deposizioni secondarie. Questi livelli complessi si inseriscono nel settore compreso tra l’abside centrale e quella meridionale, zona che sembra aver subito intense trasformazioni e sovrapposizioni nel corso del tempo.

Prosegue intanto lo scavo della fornace in Area 2000, che si conferma come una delle scoperte più significative del cantiere. La struttura si presenta complessa e articolata, con elementi riferibili a più fasi operative: è ormai certo che vi siano state almeno due campane fuse in momenti distinti, oltre a un canale fusorio diretto a sud e a una buca tagliata nel manufatto.

Oltre agli aspetti tecnici, è importante sottolineare il valore cultuale e liturgico di tale attività: fondere la campana all’interno della chiesa era una pratica che le conferiva sacralità e allontanava le influenze maligne, consacrandone l’uso nella vita religiosa della comunità.


11 luglio 2025

La seconda settimana di luglio ha segnato un’importante fase di maturazione dello scavo, con il consolidamento di interpretazioni già emerse e l’affiorare di nuovi contesti di rilievo in tutte le aree attive del cantiere.

In Area 1000, si è proseguito con la documentazione e lo scavo delle sepolture in cassoni litici disposte in prossimità della facciata della pieve. In particolare, è stata messa in luce la sepoltura USK 1090, contenente un individuo adulto di probabile sesso femminile, sotto i 40 anni, deposto in posizione privilegiata. La collocazione e le modalità della deposizione suggeriscono l’appartenenza a un ceto sociale elevato. La prosecuzione delle operazioni in quest’area ha inoltre permesso di individuare nuovi tagli riferibili a sepolture a fossa semplice, ancora da indagare nel dettaglio.

In Area 2000, le indagini sulla fossa per la colatura della campana si sono rivelate particolarmente fruttuose. Non solo è stato raggiunto il fondo dello stampo principale, ma è emersa anche l’ipotesi della presenza di un secondo stampo, segno di un’attività fusoria strutturata. Il confronto con siti come Badia Pozzeveri – dove sono state documentate buche per stampi di campane riferibili a più fasi cronologiche (dal XII al XVIII secolo) – offre uno strumento interpretativo fondamentale per riconoscere a Gallicano un ruolo tecnico e rituale più complesso di quanto sinora ipotizzato.

In Area 3000, si è proseguito lo scavo delle sepolture collocate tra l’abside centrale e quella meridionale. È emerso un contesto caratterizzato da ossa umane in giacitura secondaria, probabilmente frutto di rimaneggiamenti successivi o sepolture plurime. Si attende, nei prossimi giorni, la messa in luce di un individuo in connessione anatomica, utile per meglio definire la sequenza funeraria di quest’area.

In Area 4000, di recente apertura, sono iniziati i lavori di pulizia e definizione dei livelli superiori. L’area è stata aperta per indagare la zona a valle della pieve, in prossimità del versante sud, con l’obiettivo di comprendere le relazioni strutturali tra l’edificio e il pendio sottostante. Già dalle prime fasi è affiorata una paleosuperficie pavimentata con grandi pietre, la cui funzione (probabilmente connessa all’accesso o a un’area funzionale esterna) sarà oggetto di approfondimento.

Parallelamente alle attività di scavo, la settimana è stata anche arricchita da momenti formativi e divulgativi, grazie all’avvio della prima Field School internazionale del Gallicano Project, con la partecipazione di studentesse provenienti da università di Canada e Stati Uniti.


10 luglio 2025

Nell’Area 1000 si è proceduto con la messa in luce della sepoltura USK 1090, situata in posizione privilegiata davanti alla facciata della chiesa. Si tratta di un individuo adulto, probabilmente di sesso femminile e sotto i 40 anni, deposto in un cassone litico. Le modalità della sepoltura, unitamente alla sua collocazione, sembrano indicare uno status sociale elevato, confermando la centralità simbolica e gerarchica dell’area antistante la pieve.

La sepoltura USK1090 in Area 1000

Nell’Area 2000 sono proseguite le indagini intorno alla fossa di colatura della campana. L’approfondimento ha restituito una scoperta rilevante: gli stampi individuati sembrano essere due, forse relativi a colate successive o distinte. Questo dato rafforza l’ipotesi di un’attività fusoria non occasionale ma strutturata, svolta all’interno del contesto ecclesiastico secondo logiche produttive ben definite.

In Area 3000, lo scavo della sepoltura tra l’abside centrale e quella meridionale ha messo in luce diversi livelli con ossa in giacitura secondaria, frutto di disturbi antichi o pratiche di riuso dello spazio funerario. È attesa nei prossimi giorni l’individuazione di un individuo in connessione anatomica che possa offrire dati più stabili sull’organizzazione della necropoli.

In Area 4000, al di sotto di vari livelli di crollo, sta emergendo una paleosuperficie lastricata con grandi pietre. La funzione e la cronologia di questa superficie sono ancora da definire, ma potrebbe trattarsi di una fase di pavimentazione esterna in relazione al fianco sud della chiesa.


9 luglio 2025

La giornata di ieri ha restituito nuovi dati importanti in tutte le aree attive del cantiere, consolidando alcune delle interpretazioni già emerse nei giorni precedenti.

Nell’Area 1000 è in corso la messa in luce di un individuo sepolto in una tomba a cassa litica situata in corrispondenza della facciata della pieve. La sepoltura, ancora in fase preliminare, sembra ben conservata e si inserisce nel quadro funerario già tracciato per il sagrato della chiesa.

Nell’Area 2000 si è raggiunto il fondo della fossa per la colatura della campana, dove poggiava direttamente lo stampo in cui il bronzo fuso veniva versato. Si tratta di un contesto eccezionale che testimonia una colata in situ all’interno della chiesa romanica. La scoperta trova peraltro interessanti paralleli con il sito di Badia Pozzeveri, dove, durante gli scavi condotti dalla Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa, sono state identificate fornaci per la fusione di metallo e buche per stampi di campane riferibili ad almeno quattro fasi distinte, che vanno dal XVIII secolo fino al XII secolo.
Le analogie tra i due contesti – per localizzazione, tecnica e impianto – permettono oggi di leggere con maggiore chiarezza la fisionomia e l’importanza della scoperta gallicanese, e di collocarla entro una tradizione più ampia di produzione liturgica in situ.

La Fornace per Campana in Area 2000

Anche in Area 3000, la grande tomba a cassa posta tra l’abside centrale e quella meridionale ha restituito resti ossei non in connessione anatomica. La deposizione, quindi, potrebbe essere secondaria o aver subito disturbi successivi, forse collegati alle attività di spoliazione o riuso dell’area in età tardo medievale.


8 luglio 2025

In Area 1000, si è proseguito con la messa in luce di una sepoltura all’interno di un cassone litico, risalente verosimilmente al XIII secolo. Le operazioni si sono concentrate sull’esposizione dei resti ed hanno permesso di iniziare a comprendere la disposizione delle sepolture lungo la zona della facciata della pieve.

In Area 2000 sta emergendo una delle scoperte più interessanti della campagna: una buca di circa 60 cm di diametro, interpretata come fossa per la colatura di una campana in bronzo risalente al XII-XIII sec. In questo tipo di strutture il metallo, già fuso in una fornace esterna, veniva versato direttamente nello stampo seminterrato, collocato in prossimità del punto in cui la campana sarebbe poi rimasta installata. La presenza della buca all’interno della chiesa (e in fase con la sua vita) non è casuale: in epoca medievale, fondere le campane in loco era una pratica diffusa, specie in contesti difficili da raggiungere o dove il trasporto da valle risultava troppo oneroso. Il bronzo, una volta fuso, doveva essere colato rapidamente per evitare raffreddamenti anomali, e un ambiente chiuso forniva maggiore controllo. Questo ritrovamento offre preziosi dati tecnici e storici, confermando che gli spazi sacri potevano essere anche luoghi di intensa attività artigianale.

Scavo della fornace per campana in Area 2000

In Area 3000 è proseguita l’esplorazione delle sepolture situate tra l’abside centrale e quella meridionale. Le inumazioni ora in fase di scavo sembrano riferibili allo stesso orizzonte cronologico di quelle in Area 1000, contribuendo a definire una continuità d’uso funerario all’interno dell’edificio ecclesiastico.

Nell’Area 4000, si è proceduto alla pulizia del pianoro immediatamente a sud della pieve, avviando la messa in luce dei primi crolli del rivestimento murario esterno. Le operazioni preliminari stanno contribuendo a delineare con maggiore precisione la morfologia del paramento meridionale e le sue relazioni con eventuali strutture adiacenti, ancora da identificare.

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7 luglio 2025

La nuova settimana si apre con un’intensificazione delle attività sul campo, che oggi hanno coinvolto contemporaneamente due settori attivi dello scavo e l’avvio di un quarto settore esplorativo. Le operazioni si sono concentrate sull’indagine delle sepolture medievali in prossimità delle absidi e della facciata, e sull’estensione dell’area di scavo verso sud, al fine di ricostruire le relazioni topografiche tra la pieve e le strutture adiacenti.

Area 1000 – Inizia l’esplorazione delle sepolture

Nel settore antistante la facciata della pieve si è iniziato a mettere in luce il contenuto dei primi cassoni litici, precedentemente individuati nella zona del sagrato. Le operazioni sono in una fase iniziale, ma hanno già restituito i primi resti scheletrici in posizione primaria. L’indagine proseguirà nei prossimi giorni con la documentazione antropologica preliminare e la rimozione controllata dei riempimenti.

Area 3000 – Le sepolture tra le absidi

Le attività odierne hanno riguardato l’esplorazione dell’area compresa tra l’abside centrale e quella meridionale, dove sono presenti sepolture in associazione diretta con le strutture absidali. Queste inumazioni, in parte visibili già dalla scorsa settimana, sono ora oggetto di scavo sistematico e stanno restituendo preziose informazioni sulla distribuzione funeraria nella zona presbiteriale. Particolarmente interessante sarà valutare l’orientamento, la tipologia e l’eventuale cronologia differenziata rispetto alle altre aree cimiteriali.

Nuovo settore – Apertura dell’Area 4000

La giornata di oggi ha visto l’avvio di un nuovo settore di scavo, identificato come Area 4000, localizzato sul pianoro immediatamente a valle della collina su cui sorgeva la pieve. L’area è situata a ridosso del paramento murario meridionale dell’edificio sacro, in una posizione strategica per comprendere:

  • la disposizione delle strutture adiacenti alla chiesa;
  • l’andamento dell’elevato murario del lato sud;
  • la morfologia esterna dell’abside meridionale.

Il settore sarà oggetto nei prossimi giorni di una ricognizione estensiva, finalizzata a chiarire le relazioni spaziali e funzionali tra le strutture ecclesiastiche e quelle eventualmente connesse.

Il nuovo settore di indagine, Area 4000

Conclusione

La giornata del 7 luglio rappresenta un punto di svolta per il Gallicano Project: da un lato, si apre la fase di scavo antropologico delle sepolture, dall’altro si amplia l’orizzonte topografico con l’esplorazione delle strutture esterne alla pieve. Questi due fronti di indagine – interno e perimetrale – sono essenziali per ricostruire la fisionomia completa del complesso ecclesiastico e il suo rapporto con il paesaggio e la comunità.


4 luglio 2025

Prime sintesi e prospettive a metà campagna

Con la fine della seconda settimana di scavo e l’avvio della Field School Gallicano, il cantiere archeologico ha raggiunto una fase di maturazione che permette di formulare alcune prime riflessioni sullo sviluppo del sito e sugli obiettivi scientifici perseguiti.

Area 1000 – Un settore funerario stratificato

Nel settore antistante la facciata della pieve, l’indagine stratigrafica ha portato alla luce una paleosuperficie di uso cimiteriale, sulla quale si impostano numerosi tagli di sepoltura. Sebbene le unità funerarie non siano ancora state oggetto di scavo sistematico, la distribuzione dei tagli e la natura del riempimento suggeriscono una frequentazione prolungata e articolata, verosimilmente riferibile a più fasi dell’uso cimiteriale medievale. La prossima settimana sarà dedicata all'apertura controllata delle prime sepolture, con l'obiettivo di analizzarne cronologia, tipologia e orientamento.

Area 2000 – Architetture liturgiche in emersione

Le attività nell’area compresa tra la navata centrale e quella laterale hanno permesso di individuare con chiarezza i basamenti delle colonne che scandivano la navata. Sono ora visibili due podî murari in allineamento, che restituiscono la modulazione interna della chiesa romanica. Le caratteristiche costruttive e la successione stratigrafica suggeriscono una fase omogenea di costruzione, probabilmente legata alla monumentalizzazione del complesso tra XI e XII secolo.

Area 3000 – Scoperte significative sulle fasi più antiche

Le indagini nell’area absidale hanno portato alla luce un nuovo fronte murario di notevoli dimensioni nel settore nord, orientato in senso ortogonale rispetto alle absidi e probabilmente riferibile a una fase preromanica della pieve. Il dato più rilevante emerso in questi ultimi giorni è il ritrovamento di numerosi frammenti di intonaco dipinto, alcuni dei quali inglobati nel sacco murario della struttura. Questo elemento suggerisce un riutilizzo di materiali decorati provenienti da un edificio precedente, aprendo alla concreta possibilità che l’attuale pieve insista su un impianto ecclesiastico più antico, decorato internamente già in epoca altomedievale.

Le strutture sinora portate alla luce sovrapposte alla ricostruzione planimetrica della fase romanica della pieve a tre absidi.

Prime conclusioni

Il sito della pieve di San Cassiano si conferma uno straordinario laboratorio archeologico, in grado di restituire dati fondamentali non solo per la comprensione dell’architettura ecclesiastica medievale, ma anche per la ricostruzione delle dinamiche insediative, funerarie e liturgiche di lungo periodo.
L’articolazione delle fasi – tra età altomedievale, romanica, basso-medievale e postmedievale – è già leggibile nelle evidenze stratigrafiche, e verrà ulteriormente approfondita nelle prossime settimane.


3 luglio 2025

La giornata odierna ha visto importanti sviluppi nell’Area 3000, con il rinvenimento di materiali decorati riferibili a fasi preromaniche della pieve, e il proseguimento delle indagini stratigrafiche in Area 1000, dove si lavora alla comprensione della sequenza funeraria e delle frequentazioni altomedievali del settore antistante la facciata.

Area 1000 – Proseguono le indagini stratigrafiche nel settore funerario

Le operazioni in Area 1000 si sono concentrate sull’approfondimento della paleosuperficie funeraria, individuata nei giorni precedenti. Sono in corso attività di pulizia e definizione dei limiti stratigrafici dei primi tagli riconducibili a inumazioni medievali, che verranno documentati e scavati nei prossimi giorni. Al momento, è possibile osservare diversi interventi di scavo antico, di forma irregolare, che suggeriscono una frequentazione funeraria articolata e prolungata dell’area.

La documentazione in corso permetterà di definire con maggiore precisione le fasi e le modalità di utilizzo cimiteriale del settore orientale del sagrato, ancora in fase preliminare di analisi.

Area 3000 – Intonaci dipinti e tracce preromaniche

Nell’ampliamento settentrionale dell’Area 3000, dove ieri era emersa una struttura muraria di notevole consistenza, le indagini odierne hanno restituito un nucleo di frammenti di intonaco dipinto. Il frammento più esteso è risultato inglobato nel sacco murario della stessa struttura, elemento che suggerisce un riutilizzo di materiali decorativi provenienti da un edificio precedente.

La struttura in questione, per tecnica costruttiva e collocazione stratigrafica, è ipoteticamente databile al X secolo e potrebbe riferirsi a una delle prime fasi costruttive della pieve o addirittura a un edificio sacro antecedente. L’origine degli intonaci, se confermata, attesterebbe l’esistenza di una decorazione pittorica ecclesiastica altomedievale, oggi raramente conservata in situ, e costituisce un dato di eccezionale valore per la ricostruzione della storia architettonica e liturgica del sito.


2 luglio 2025

Area 1000 – La paleosuperficie funeraria

Lo scavo ha raggiunto la paleosuperficie da cui originano i tagli delle sepolture a cassa litica, precedentemente individuate nell’area del sagrato. L’affioramento di ulteriori tracce di taglio — in questo caso di forma più irregolare e meno strutturata — fa ipotizzare la presenza di sepolture a fossa semplice, non ancora completamente messe in luce. L’analisi della disposizione e delle relazioni stratigrafiche tra queste due tipologie sepolcrali permetterà di ricostruire in modo più articolato la storia funeraria dell’area antistante la facciata della pieve.

Area 3000 – Una struttura muraria da indagare

Durante la pulizia della sezione nord dell’Area 3000 è emersa una struttura muraria di dimensioni considerevoli, la cui tecnica costruttiva e direzione suggeriscono una prosecuzione verso nord, al di fuori dell’area attualmente indagata. La natura e la funzione di questo muro sono al momento ancora da chiarire, ma per collocazione e orientamento potrebbe riferirsi a fasi anteriori alla costruzione romanica della pieve, aprendo scenari di particolare interesse per la storia topografica del sito.

Formazione in campo – Stratigrafia archeologica

Nel pomeriggio, le piogge hanno reso temporaneamente inagibile il cantiere. L’interruzione è stata trasformata in opportunità formativa: le studentesse della Gallicano Field School hanno partecipato a una lezione introduttiva ai principi della stratigrafia archeologica, con particolare attenzione all’applicazione pratica sul campo, alla lettura delle unità stratigrafiche e alla costruzione del diagramma stratigrafico di Harris.


1° luglio 2025

Oggi ha preso ufficialmente avvio la prima Gallicano Field School in Medieval Archaeology and Bioarchaeology, un’iniziativa promossa dalla Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa in collaborazione con enti scientifici e istituzioni locali.

L’apertura della Field School rappresenta un momento di particolare rilievo accademico per il progetto di scavo, che si arricchisce di una componente formativa e internazionale. Partecipano a questa prima edizione cinque studentesse provenienti da università degli Stati Uniti e del Canada, selezionate per svolgere un’esperienza immersiva sul campo in un contesto archeologico di eccezionale valore scientifico.

La giornata è stata dedicata all’introduzione al sito, alla familiarizzazione con le aree di scavo e all’avvio delle prime attività operative direttamente in cantiere. Le partecipanti hanno iniziato a lavorare fianco a fianco con il team di scavo, approfondendo la metodologia stratigrafica e contribuendo alle indagini in corso.

Un’occasione formativa internazionale

La Field School Gallicano nasce con l’obiettivo di offrire agli studenti e alle studentesse internazionali:

  • una formazione diretta nelle tecniche di scavo stratigrafico;
  • esperienze pratiche di rilievo, documentazione, fotografia e fotogrammetria;
  • un’introduzione alla bioarcheologia dei contesti funerari;
  • un approccio integrato alle tecnologie digitali applicate all’archeologia (GIS, rilievo 3D, stazione totale).

Questa iniziativa rappresenta non solo un’opportunità formativa, ma anche un luogo di confronto tra discipline, generazioni e culture, inserendosi in una rete crescente di collaborazioni accademiche tra l'università di Pisa e le maggiori istituzioni accademiche internazionali.


26 giugno 2025

Le attività odierne hanno interessato tutte e tre le aree di scavo. Le operazioni hanno permesso di chiarire ulteriormente la complessità delle fasi postmedievali nell’area del sagrato, la conformazione della navata centrale e le relazioni tra le absidi e gli ambienti interni della pieve.

Area 1000 – Le fasi postmedievali e la stratigrafia sepolcrale

Sono state scavate diverse buche di palo riferibili alla struttura lignea rettangolare già individuata nei giorni scorsi, interpretata come una capanna di epoca postmedievale. Queste buche, in parte già intercettate nella precedente documentazione, sono state ora scavate e documentate nel dettaglio.

È stato inoltre rimosso un deposito stratigrafico più potente, che risultava sovrapposto ai livelli in cui si impiantano le sepolture a cassa litica. La rimozione di questo strato rappresenta un passaggio fondamentale per l'accesso ai livelli cimiteriali legati alla pieve medievale e permette di iniziare a definire con maggiore precisione la sequenza stratigrafica dell’area antistante la facciata.

Area 2000 – La navata centrale prende forma

L’indagine si è concentrata sulla porzione centrale dell’area, dove sono stati scavati i livelli soprastanti la rasatura di una struttura muraria. Tale muratura è stata precedentemente interpretata come basamento per le colonne della navata centrale della chiesa.

Nel corso della giornata è stato completamente messo in luce il basamento della seconda colonna, a partire dalla facciata. Questa scoperta consente di definire con maggiore chiarezza la scansione modulare della navata e getta le basi per una ricostruzione planimetrica più precisa dell’interno della pieve romanica.

Area 3000 – Connessione tra ambienti e abside centrale

Nella porzione centro-meridionale dell’area, sono state rimosse diverse unità stratigrafiche che hanno consentito di individuare con maggiore precisione la zona di raccordo tra la struttura interna alla chiesa e l’abside centrale.

Durante lo scavo, è stato individuato e si sta procedendo alla rimozione di un piccolo ossario, situato esattamente nel punto di congiunzione tra l’abside centrale e quella meridionale. La posizione e la natura del deposito indicano una possibile riorganizzazione cimiteriale secondaria, forse connessa alle fasi di spoliazione o trasformazione della chiesa.


25 giugno 2025

La giornata è stata interamente dedicata alla documentazione stratigrafica e planimetrica delle tre aree attive dello scavo (1000, 2000 e 3000), un lavoro cruciale per il progresso del progetto, che permette di sistematizzare e archiviare in modo rigoroso i dati raccolti nelle settimane precedenti.

Documentare per costruire memoria scientifica

In archeologia, documentare significa rendere leggibili e trasmissibili i dati deperibili dello scavo, trasformando le stratificazioni in un patrimonio di conoscenze stabili e accessibili. Le tecniche impiegate operano su diversi livelli:

Fotografia archeologica

Ogni fase è registrata con fotografie ortogonali e di dettaglio, sempre accompagnate da cartellini identificativi e scale metriche. Queste immagini diventano strumenti fondamentali per il confronto, la verifica e la pubblicazione, e costituiscono la base iconografica di ogni ricostruzione successiva.

Fotogrammetria 3D

Grazie a sequenze calibrate di immagini digitali, vengono prodotti modelli tridimensionali accurati delle aree scavate. Questi modelli consentono di creare ortofoto, sezioni virtuali, rilievi metrici e ricostruzioni esplorabili, rendendo possibile una restituzione visiva dettagliata delle unità stratigrafiche e delle strutture.

Rilievo con stazione totale

La stazione totale consente di registrare con estrema precisione la posizione spaziale di ogni elemento rilevante (limiti di scavo, strutture, US, reperti, sepolture). Il rilievo viene poi utilizzato per creare planimetrie georeferenziate, fondamentali per la restituzione planimetrica e stratigrafica del sito.

GIS – Sistema Informativo Geografico

Tutti i dati raccolti, spaziali e descrittivi, vengono integrati in un sistema informativo geografico (GIS), che consente:

  • di visualizzare e interrogare le stratigrafie in relazione tra loro;
  • di produrre mappe tematiche e modelli dinamici aggiornabili;
  • di analizzare le relazioni spaziali e tempali tra le unità;
  • di garantire continuità tra lo scavo e la fase interpretativa e pubblicativa.

Il GIS è lo strumento che trasforma lo scavo in una banca dati evolutiva, interrogabile nel tempo e accessibile in forma digitale anche a distanza di anni.

Schede US (Unità Stratigrafiche)

Elemento cardine della metodologia stratigrafica, le schede US rappresentano la vera memoria analitica dello scavo. Ogni scheda descrive con rigore una singola unità stratigrafica e ne registra:

  • le caratteristiche fisiche e morfologiche;
  • la composizione e la cronologia;
  • le relazioni con altre unità (cosa taglia, cosa è tagliato);
  • l’interpretazione funzionale;
  • gli eventuali reperti associati e i dati di scavo.

La compilazione è frutto di un processo complesso: osservazione diretta sul campo, confronto tra operatori, descrizione dettagliata, e continuo aggiornamento in funzione delle nuove scoperte. Nella giornata di oggi sono state redatte, verificate e integrate decine di schede, alcune delle quali già correlate alle rispettive fotografie, rilievi e dati GIS. È questo il lavoro che rende ogni scavo ripetibile, leggibile e validabile dalla comunità scientifica.

In conclusione la documentazione non è un passaggio accessorio, ma il cuore dell’attività archeologica: è ciò che permette di passare dallo scavo alla storia, dal dato materiale al racconto coerente. Oggi è stata una giornata silenziosa ma intensa, dedicata a costruire la base su cui poggeranno le interpretazioni future.


24 giugno 2025

Lo scavo nell’ampliamento dell’Area 1000, corrispondente al sagrato della pieve basso-medievale, ha messo in luce la presenza di numerose buche per palo, interpretabili come parte della fondazione di una struttura lignea rettangolare, verosimilmente una capanna. Questa era costruita a ridosso dei resti demoliti della facciata medievale della chiesa.

Il rinvenimento, nei riempimenti di queste buche, di frammenti ceramici databili al XVI secolo consente di attribuire la costruzione alla prima età moderna. Si tratta di un dato di grande rilievo, poiché documenta per la prima volta una frequentazione postmedievale strutturata dell’area, successiva agli imponenti episodi di spoliazione avvenuti nel corso del Quattrocento.


23 giugno 2025

La giornata di oggi ha visto la visita in cantiere dell’ingegnere Giovanni Bruschi del Politecnico di Milano, che ha effettuato voli con drone per acquisire fotografie zenitali ad altissima risoluzione delle aree di scavo. Queste immagini permetteranno di ottenere una visione dettagliata dello stato attuale del sito, facilitando la documentazione e la pianificazione delle future fasi di scavo. In futuro, è prevista una collaborazione per la realizzazione di modelli tridimensionali (BIM), che consentiranno un’analisi più approfondita delle strutture archeologiche.

In Area 1000, è stato rinvenuto un denaro enriciano, una moneta d’argento coniata dalla zecca di Lucca tra l’XI e il XII secolo, al tempo degli imperatori Enrico III, IV e V. Il denaro presenta sul dritto il monogramma “Ottone Imperator”, una doppia “T” che forma una “H” stilizzata, simbolo dell’autorità imperiale, mentre sul rovescio è riportata la legenda “LVCA”, indicativa della sua origine lucchese. Queste monete erano diffuse nell’Italia centrale e testimoniano l’importanza della produzione monetaria lucchese nel contesto medievale.


20 giugno 2025

La giornata di oggi è stata interamente dedicata all’ampliamento delle aree di scavo, operazione resa possibile grazie all’ausilio del mezzo meccanico. I saggi 1000, 2000 e 3000 sono stati notevolmente estesi, in alcuni casi quasi raddoppiando la superficie investigata, in preparazione alle indagini stratigrafiche che riprenderanno nei prossimi giorni.

L'allargamento consente ora una lettura più ampia e organica delle strutture e delle stratigrafie finora individuate, offrendo l’opportunità di contestualizzare meglio quanto emerso nelle settimane precedenti.

Facciamo quindi un punto della situazione:

Area 1000: è stata confermata la presenza di un settore funerario a ridosso della facciata della pieve, con sepolture a cassa litica e reperti databili tra il XIII e il XV secolo. L’individuazione di buche per palo e strutture di difficile interpretazione suggerisce anche una frequentazione dell’area anteriore alla costruzione medievale.

Area 2000: le tracce di attività di cantiere medievale, tra cui una fossa per lo spegnimento della calce e livelli di lavoro con malta e scaglie lapidee, indicano una zona di preparazione e trasformazione dei materiali da costruzione, forse funzionale al passaggio da un edificio sacro precoce all'ampliamento dello stesso in pieve di San Cassiano.

Area 3000: si è confermata l’esistenza di una pieve triabsidata, con tre absidi disposte a est. Le recenti scoperte di sepolture a cassa litica nell’angolo tra abside maggiore e minore, con orientamento divergente, indicano la presenza di un’area cimiteriale anche in prossimità del presbiterio.


19 giugno 2025

Le attività odierne si sono concentrate sull’approfondimento stratigrafico delle aree 1000 e 3000, restituendo importanti dati in merito al contesto funerario medievale e alla cultura materiale associata.

Area 1000
Si è proceduto alla rimozione dello strato US 1009, che obliterava parte delle sepolture a cassa litica già documentate, contenendo frammenti ossei sparsi riconducibili a sepolture manomesse o precedenti. Dal medesimo strato proviene un interessante reperto: una fibbia da cintura in lega di rame, databile al XIV-XV secolo, che arricchisce il quadro cronologico e culturale del contesto sepolcrale basso medievale.

Area 3000
Le indagini si sono concentrate sulle due absidi laterali emerse nei giorni scorsi. È stata documentata una complessa sequenza di fasi di crollo, alcune delle quali ricoprono sepolture a cassa litica, probabilmente coeve alla costruzione delle absidi. All’interno dell’abside sud sono emerse inoltre alcune strutture murarie di funzione ancora incerta, attualmente in fase di documentazione e in attesa di indagini più approfondite nei prossimi giorni.


18 giugno 2025

Nella giornata di oggi abbiamo proseguito lo scavo nell’allargamento dell’Area 1000 rimuovendo i residui di riempimento di buche per la piantumazione di alberi e quindi asportando lo strato sabbio argilloso tagliato da queste buche. Si delineano altre azioni di taglio di forma ellittica e circolare che saranno documentate e scavate nella giornata di domani. Dallo strato US 1002 proviene un’ansa di vetro, verosimilmente appartenente ad una lampada vitrea a sospensione, attribuibile al XIII-XIV secolo.

Nell’Area 2000 è stata rettificata la sezione est e messo in luce uno strato di argilla plastica di colore rossastro sottostante ad un piano di cantiere ricco di grumi di malta e collegato ad una fossa per lo spegnimento della calce.

Nell’Area 3000 la rimozione di uno scarico di pietre e malta nella porzione sud ha permesso di evidenziare nell’angolo di contatto tra abside maggiore e abside minore la presenza di due strutture funerarie a cassa litica, una delle quali ancora parzialmente obliterata da scarichi di pietre relativi alle spoliazioni quattrocentesche. Le due sepolture hanno orientamento divergente e si accostano rispettivamente all’abside meridionale ed al fianco sud di quella centrale. Sembra quindi accertata la presenza di un’area cimiteriale anche nell’area 3000, a ridosso delle absidi.

 


17 giugno 2025

Lo scavo prosegue speditamente nelle diverse aree anche nella giornata odierna: nell’area 1000, dopo l’ulteriore regolarizzazione dell’allargamento, sono state messi in evidenza i fondi di alcuni tagli circolari che intaccano il paleosuolo formatosi dopo le spoliazioni tardo medievali. Si tratta probabilmente di scassi per la piantumazione di piccoli alberi. Altri tagli ellittici, visibili a partire dalla paleosuperficie immediatamente inferiore, potrebbero invece corrispondere a sepolture realizzate in piena terra e appartenenti ad una delle ultime frequentazioni sepolcrali dell’area.

Nell’area 2000 la regolarizzazione della sezione est ha permesso di evidenziare una fase di cantiere collegata ad un livello di calpestio irregolare, composto di grumi di malta e sabbia, che si lega ad una fossa utilizzata per spegnere la calce. È probabile siano tracce del cantiere relativo a ristrutturazioni della pieve basso medievale.

Nella 3000 è proseguita la rimozione degli strati di pietre e malta esterni alla abside centrale che sono il frutto degli accumuli dei materiali di scarto delle spoliazioni quattrocentesche, come dimostra il rinvenimento all’interno di frammenti di maiolica arcaica monocroma del XV secolo. Si tratta di depositi potenti che hanno in parte colmato il dislivello del pendio a oriente della chiesa, in origine molto più acclive, e che dimostrano l’intensità delle opere di spoliazione seguite alla bolla papale di Innocenzo VIII che nel 1485 autorizzava i lucchesi a recuperare dalla pieve materiali da costruzione per munire la rocca di Gallicano.


16 giugno 2025

La giornata è stata dedicata alla documentazione complessiva delle aree ampliate nelle prime fasi dello scavo. Le operazioni hanno permesso di affinare l’inquadramento planimetrico e stratigrafico del sito, confermando e approfondendo dati già emersi nella precedente campagna del 2024.

Nel saggio 1000, localizzato in corrispondenza della facciata della pieve, sono tornate in luce alcune delle sepolture a cassa litica già individuate lo scorso anno. In aggiunta, è stata identificata una nuova tomba in orientamento est-ovest, posta a pochi metri dalla facciata e quindi perpendicolare rispetto all’asse dell’edificio sacro. La posizione privilegiata, in prossimità dell’ingresso e al centro del sagrato, unita alla tipologia costruttiva, suggerisce con buona probabilità che si tratti della sepoltura di un individuo eminente della comunità basso medievale.

Nel saggio 2000, le tracce di attività di cantiere risultano particolarmente evidenti lungo la sezione est, dove è stata riconosciuta una fossa per lo spegnimento della calce. Sono stati inoltre documentati arrossamenti localizzati che disegnano forme sub-circolari, potenzialmente riconducibili ad attività legate alla fusione di metalli, con particolare riferimento all’ambito campanario. Questi elementi offrono un’interessante prospettiva sull’organizzazione del cantiere edilizio e sulle tecnologie impiegate nella costruzione della chiesa.

Nel saggio 3000, infine, l’ampliamento del settore sud-occidentale ha consentito di mettere in evidenza un'abside, situata a conclusione della navata sud. Questo dato fornisce una conferma definitiva all’ipotesi di una pieve triabsidata, già formulata al termine della campagna di scavo 2024.


13 giugno 2025

Le attività di scavo sono proseguite con la pulizia accurata delle sezioni e l’ampliamento delle aree di indagine nei tre saggi già aperti.

Nel saggio 1000, localizzato in corrispondenza della facciata e del sagrato, sono emerse le prime tracce di frequentazione in direzione nord, testimoniata da almeno due buche per palo di difficile interpretazione, ma potenzialmente riferibili a strutture effimere o fasi precedenti l’impianto dell’edificio sacro.

Nel saggio 2000, situato tra la navata centrale e quella laterale, la situazione stratigrafica risulta particolarmente complessa. Si segnalano evidenze di attività di cantiere, tra cui una possibile fossa per lo spegnimento della calce, nonché la presenza di accumuli di lastre scistose, la cui natura e funzione dovranno essere verificate con maggiore dettaglio nel corso della prossima settimana.

Nel saggio 3000, in prossimità dell’abside, si è proceduto alla pulizia e al riconoscimento delle fondazioni relative alle due absidi, nonché alla definizione di un possibile piano pavimentale della navata sud, localizzato in corrispondenza del presbiterio.


Al via la seconda campagna di scavo a Gallicano

È ufficialmente iniziata oggi la seconda campagna di scavi archeologici presso l’antica Pieve di San Cassiano a Gallicano, un sito di eccezionale valore per lo studio dell’archeologia medievale dell’alta Valle del Serchio. L’iniziativa, guidata dalla Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa, vedrà per tutto il mese di giugno il coinvolgimento attivo di studenti dell’ateneo pisano. A partire da luglio, il testimone passerà a una field school internazionale e al Master di I livello in Antropologia Scheletrica, Forense e Paleopatologia, sempre sotto l’egida dell’Università di Pisa.

Le attività di scavo sono svolte in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara,, e sono co-dirette dal prof. Antonio Fornaciari (UNIPI) e dalla dott.ssa Marta Colombo (SABAP LU), affiancati dai dottori Francesco Coschino, Letizia Cavallini, Alan Farnocchia e Rossella Megaro, in un lavoro congiunto che unisce archeologia, bioarcheologia e paleoambiente, con l’obiettivo di arricchire la conoscenza scientifica del sito e valorizzarne il significato culturale e identitario.

L’intervento sul campo

Nel corso della giornata inaugurale, grazie al supporto di mezzi meccanici, sono stati aperti tre saggi stratigrafici, ciascuno mirato ad approfondire aspetti chiave della struttura architettonica e funzionale della pieve:

  • Saggio 1000: incentrato sulla facciata e sul sagrato, area che potrebbe restituire orizzonti cimiteriali;
  • Saggio 2000: localizzato nello spazio tra la navata centrale e quella laterale;
  • Saggio 3000: focalizzato sull’abside e sui contesti immediatamente a ridosso della chiesa.

Le operazioni preliminari hanno già permesso di definire i perimetri e la profondità dei saggi, che saranno ora sottoposti a pulizia e scavo stratigrafico accurato.

Un sito di rilievo storico-archeologico

La Pieve di San Cassiano, citata per la prima volta nelle fonti scritte nel 997, rappresenta uno dei più importanti giacimenti archeologici della Toscana settentrionale per il periodo medievale. L’edificio venne abbandonato nel XIV secolo e nel 1486 fu in parte smantellato per fornire materiali alla ricostruzione della rocca di Gallicano, voluta da Domenico Bertini con l’autorizzazione di papa Innocenzo VIII. In cambio, Bertini si impegnò a costruire una nuova chiesa entro le mura del paese, dedicata a San Giovanni Battista, che ne ereditasse le funzioni religiose.

L’area della pieve, situata a circa 290 m s.l.m. alle falde nord-orientali del Monte Palodina, è oggi individuabile grazie a tracce materiali e toponomastiche. Tra queste si annoverano lacerti murari di epoca basso medievale, compresi elementi presumibilmente riconducibili alla torre campanaria, nonché strutture murarie poste lungo il pendio terrazzato a est.

Collaborazioni istituzionali e obiettivi futuri

Il progetto di scavo è realizzato col sostegno delle istituzioni locali e regionali, tra cui:

  • Comune di Gallicano
  • Provincia di Lucca
  • Regione Toscana
  • Unione dei Comuni della Garfagnana

A livello culturale, sono attivamente coinvolti l’Istituto Storico Lucchese – Sezione di Gallicano e altre associazioni locali, in un’ottica di valorizzazione condivisa.

Tra gli obiettivi del progetto, oltre a quelli scientifici, vi è infatti la volontà di rendere il sito accessibile e fruibile per la comunità gallicanese e per i visitatori del territorio, promuovendo così educazione, memoria e turismo culturale.

Con questa nuova fase di indagine, Gallicano si conferma un punto di riferimento per la ricerca archeologica toscana e un laboratorio didattico e formativo d’eccellenza a livello nazionale e internazionale.


Presentazione dei risultati

Martedì 30 luglio 2024 saranno presentati i risultati della prima campagna di scavo alla Pieve di San Cassiano a Gallicano.

Viaggio nel Tempo: racconto di uno scavo

Relatore: prof. Antonio Fornaciari (Università di Pisa)
Introduce: Loretta Mazzanti (Direttrice Istituto Storico Lucchese – Sezione di Gallicano)

Martedì 30 Luglio 2024 – ore 21:00
Piazzetta San Giovanni – Gallicano


10 luglio 2024

Si conclude oggi la prima campagna di scavi archeologici alla Pieve di San Cassiano di Gallicano. Le prime quattro settimane di scavi hanno rappresentato un grande successo, con la scoperta di importanti depositi e la ricostruzione di fasi storiche significative. I risultati ottenuti pongono le basi per future ricerche che promettono di ampliare ulteriormente la nostra conoscenza di questo sito archeologico di grande valore.

Sintesi delle scoperte

Le quattro settimane di scavi a Gallicano hanno portato a risultati notevoli che arricchiscono la nostra conoscenza del sito e della sua storia. In particolare, possiamo evidenziare i seguenti punti:

  • Ricostruzione della Pieve romanica: Abbiamo potuto ricostruire l'intera pianta della Pieve di San Cassiano nella sua fase romanica, che risale a un periodo compreso tra l'XI e il XIII secolo. Si tratta di un edificio di dimensioni considerevoli, con una larghezza di 18 metri e una lunghezza di oltre 21 metri. La chiesa era suddivisa in tre navate separate da quattro colonne e presentava una grande abside centrale.
  • Scoperta di preesistenze: Un'importante scoperta è stata quella di tracce di una struttura più antica sottostante la Pieve romanica. L'area scavata ha rivelato la presenza di sepolture a cassa litica o in piena terra, che fanno ipotizzare l'esistenza di una porzione della Pieve originaria, risalente al X secolo.
  • Cimitero medievale: Lo scavo ha inoltre portato alla luce un'ampia area cimiteriale annesso alla Pieve, con sepolture che coprono un arco temporale che va dall'alto Medioevo all'età moderna. I resti scheletrici offrono una preziosa opportunità per studiare la dieta, le malattie e le abitudini di vita della popolazione locale nel corso dei secoli.
  • Caratterizzazione della popolazione: Le analisi antropologiche sui resti scheletrici del cimitero ci permetteranno di ricostruire la storia demografica e sanitaria della popolazione di Gallicano, fornendo informazioni preziose sull'alimentazione, le malattie e le condizioni di vita nel corso dei secoli.

Obiettivi per la prossima campagna di scavo

Alla luce dei risultati ottenuti, gli obiettivi per la prossima campagna di scavo, che si terrà l'anno prossimo, saranno:

  • Approfondire le conoscenze sulle fasi più antiche dell'insediamento: Ci concentreremo sull'esplorazione delle aree circostanti la Pieve romanica per indagare le fasi storiche precedenti al X secolo.
  • Verificare la frequentazione del sito nell'alto Medioevo e nell'età tardo antica: Attraverso ulteriori scavi e analisi stratigrafiche, cercheremo di determinare se il sito di Gallicano fosse frequentato in periodi antecedenti all'alto Medioevo.
  • Studiare il cimitero medievale: Continueremo l'esplorazione del cimitero medievale per ampliare la nostra conoscenza delle pratiche funerarie e dei costumi della popolazione locale.
  • Analisi antropologiche: I resti scheletrici saranno sottoposti a un'analisi approfondita per ricostruire la dieta, le malattie e le condizioni di vita della popolazione di Gallicano nel corso dei secoli.

https://youtu.be/uO4fIxJ2xYY

Ringraziamenti

A chiudere questo ultimo aggiornamento dal cantiere per il 2024, vogliamo ringraziare calorosamente chi ha reso possibile questo progetto, in particolar modo le Istituzioni (Soprintendenza SABAP Lucca e Massa Carrara, nella preziosa figura della sua funzionaria, dott.ssa Marta Colombo), gli Enti Pubblici (Comune di Gallicano e Unione dei Comuni della Garfagnana), le Istituzioni Culturali (l'Istituto Storico Lucchese, sezione di Gallicano e tutte altre associazioni culturali del territorio comunale), i proprietari dei terreni sui cui hanno luogo le indagini (Giovanna Verciani, Luigi Guazzelli e Sabrina Poli) e tutta la Comunità Gallicanese, con particolare riguardo a Fabrizio Riva, Sauro Simonini e Alvaro Simonini per il loro fondamentale coinvolgimento.

Ringraziamo tutti i partecipanti allo scavo, senza i quali l'intero progetto non sarebbe stato possibile: Alessio Andreazzoli, Alessia Bonfanti, Roberta Callipari, Pietro Franci, Maria Laura Genchi, Lucrezia Migotto, Letizia Pellicci, Giorgia Ranieri.

Vi salutiamo e vi diamo appuntamento all'anno prossimo, con tante altre scoperte e con lo stesso entusiasmo!

Antonio Fornaciari, Francesco Coschino, Letizia Cavallini, Alan Farnocchia, Alessandro Cariboni, Rossella Megaro, Maurizio Sparavelli


9 luglio 2024

In questa giornata propedeutica alle ultime fasi di scavo prima della chiusura di questa bellissima e promettente campagna, ci siamo dedicati alla documentazione delle evidenze portate in luce e a quelle rinvenute nei dintorni dell’area di scavo.

Lo strumento principale utilizzato per il rilievo delle emergenze è la stazione totale, un dispositivo ottico che consente di acquisire le coordinate dei punti presi nella realtà, i quali vengono inseriti all’interno di un ambiente informatico di elaborazione topografica, denominato GIS (Geographic Information System), che consente di georiferirli nello spazio geografico e creare mappe complesse e multilivello. Qui sotto si riporta uno screenshot del GIS di scavo in fase di elaborazione, con evidenziate le aree di scavo, la planimetria della chiesa ipotizzata in partenza (in grigio) e le reali proiezioni basate sulle prese strumentali (tratteggiate in rosso).

GIS di scavo in fase di elaborazione

Un altro strumento utilizzato, e già illustrato nei precedenti diari, è la fotogrammetria digitale, che rappresenta, ad oggi, una delle tecnologie di rilievo 3D più diffuse, grazie alla disponibilità di software a basso costo (alcuni completamente gratuiti ed open source), alla semplicità d’uso di questi software e alla possibilità di effettuare rilievi utilizzando solamente una comune macchina fotografica digitale o uno smartphone e un PC, anche di medie prestazioni. La fotogrammetria si basa su un procedimento di triangolazione a stelle proiettive tramite il quale il calcolatore, con un minimo intervento dell’operatore, calibra la fotocamera e ricostruisce la posizione di scatto delle singole fotografie; per ogni punto chiave vengono ricavate le coordinate reali x,y,z, in seguito materializzate tridimensionalmente in una nuvola di punti a bassa densità. In un secondo passaggio automatico la nuvola viene infittita aumentando il numero di punti e triplette di punti vengono interpolate tra di loro a formare poligoni triangolari, che costituiranno la superficie del modello stesso, o mesh, sulla quale è proiettata la testura fotografica.

Questa tecnologia ci ha consentito di ottenere modelli di un’incredibile precisione rappresentativa, il cui errore dimensionale ha uno scarto minimo. Ma tra le qualità più rimarchevoli vi è la potenzialità narrativa dei modelli prodotti, la cui veridicità ha una capacità evocativa assai maggiore di qualsiasi proposizione grafica o fotografica e una facilità di divulgazione e manipolazione infinitamente superiori rispetto a un modello materico in gesso o resina.

Qui di seguito un ensemble dei modelli 3D delle tre aree e degli elementi del terreno circostanti (i perimetrali della chiesa e il campanile).

Quadro di insieme dei modelli fotogrammetrici delle aree.

Ultimo elemento utilizzato dal nostro gruppo di studio è la modellazione 3D, una pratica che ha rivoluzionato l'archeologia, offrendo strumenti innovativi per lo studio del passato. Attraverso la creazione di Modelli Digitali del Terreno (DTM) e modelli architettonici 3D, gli archeologi possono ricostruire con precisione siti archeologici, reperti e paesaggi antichi. I DTM, ottenuti da GIS e rilievi strumentali, permettono di analizzare la morfologia del terreno, individuando aree di scavo e comprendendo l'organizzazione dei siti. I modelli architettonici 3D, invece, ricostruiscono virtualmente edifici e monumenti, anche scomparsi, permettendo di studiarne l'architettura e la storia. Queste tecnologie non solo migliorano la ricerca, ma aprono nuove frontiere per la conservazione e valorizzazione: i modelli 3D creano copie virtuali di reperti fragili e permettono ricostruzioni virtuali fruibili con la realtà virtuale o aumentata.

Qui di seguito un modello del territorio circostante all’area di scavo e la ricostruzione più aggiornata della Pieve, come doveva apparire attorno al XIII secolo.

Modello 3D del territorio indagato e della Pieve.

8 luglio 2024

Oggi abbiamo concluso la rimozione dei due scheletri messi in luce durante le ultime giornate di scavo e si è proseguito nello scavo della zona dell'abside della chiesa.

Area 1000: la lenta e minuziosa indagine dello scheletro USK 1020, un individuo pertinente al cimitero della pieve nella sua fase bassomedievale (XIII sec.), è giunta oggi al momento conclusivo. Lo scheletro è stato smontato e rimosso dalla cassa litica e stoccato nel magazzino.

Area 2000: anche in questo settore è stata completata la rimozione di USK 2033, un individuo più antico di quello in Area 1000. Accanto alla sepoltura in cui giaceva, è stata infine aperta ed esplorata un'altra cassa litica, US 2034, che, parzialmente intercettata dal muro interno della pieve, si è rivelata essere vuota. 

Nei prossimi mesi i due scheletri verranno riassemblati in laboratorio e studiati in tutti i loro particolari, per capirne la data di morte (tramite le analisi degli isotopi del carbonio), identificarne patologie, caratteristiche morfologiche ed antropologiche e, soprattutto, per acquisire una inedita chiave di lettura del territorio e della società di cui facevano parte. Non va dimenticato infatti che uno dei compiti principali dell'archeologia e della bioarcheologia è quello di comprendere ciò che il nostro passato ci può raccontare, creando una nuova narrazione, che tenga sempre al centro la scientificità e il rispetto per chi una volta abitava gli spazi del nostro vissuto. Ossa altrimenti dimenticate, che tornano alla luce con una nuova dignità, e che possono insegnarci molto, riflettendo nel presente ciò che è stato tanti secoli fa.

Area 3000: la pulizia e lo scavo delle stratificazioni attorno all'abside stanno rivelando interessanti depositi: piani di calpestio in malta e strutture, giustapposte o ammorsate al paramento della chiesa. Nei prossimi giorni cercheremo di far luce sulla loro fuzione.


5 luglio 2024

I lavori a Gallicano procedono a ritmo sostenuto, con nuove scoperte che arricchiscono la nostra conoscenza del passato. Le attività di scavo e analisi dei reperti sono condotte con rigore scientifico e con l'obiettivo di valorizzare al meglio questo importante patrimonio culturale.

Area 1000: si è conclusa la messa in luce dell'individuo scheletrico USK 1020, come detto un maschio adulto di 40-50 anni, deposto supino con orientamento W-E all'interno di una cassa litica addossata alla facciata della pieve. Una volta concluso lo scavo in senso stretto sono stati compiuti tutti i rilievi strumentali e tridimensionali sulle ossa, in modo da poter creare dei modelli digitali che dureranno per sempre e ci consentiranno di poter compiere studi accurati senza bisogno di manipolare i fragili resti scheletrici.

Area 2000: prosegue lo scavo della cassa sepolcrale US 2029, con l'esposizione di complesse fasi deposizionali, caratterizzate dalla presenza di ossa appartenenti ad almeno due individui, che sono state manipolate e ridisposte in fasi successive alla deposizione primaria. Si ricorda che questa cassa è attribuibile ad un periodo anteriore alla pieve e in fase con la struttura muraria intercettata dalla navata di questa. Future analisi isotopiche ed archeometriche (approfondisci) consentiranno di collocare la cronologia dei ritrovamenti in un tempo più circoscritto.


4 luglio 2024

Il sole ha asciugato le aree e ci ha consentito di proseguire le indagini nelle Aree 1000 e 2000.

Area 1000: continua ad emergere l'individuo scheletrico USK 1020, un maschio adulto di 40-50 anni, deposto supino con orientamento W-E all'interno della struttura US 1014. Nel riempimento della cassa sono state rinvenute anche altre ossa umane non in connessione relative ad un diverso individuo.

Area 2000: dopo l'attenta rimozione delle lastre di pietra (US 2028) a copertura della cassa sepolcrale US 2029, si sta procedendo a mettere un luce le ossa in essa contenute. Un curiosità: sotto una delle lastre, è stato trovato lo scheletro di un topolino di campagna, presumibilmente entrato nella struttura già in antichità, quando la copertura era ancora visibile e raggiungibile dal piano di campagna.


3 luglio 2024

Le forti piogge di oggi ci hanno costretto a stare lontani dallo scavo. Ne approfittiamo per sintetizzare le scoperte fatte finora e trarre le prime conclusioni sulla disposizione delle strutture relative alla pieve emerse dalle prime settimane di scavo.

L’indagine archeologica dell’area si è avvalsa di una preliminare lettura del sottosuolo mediante georadar: le scansioni effettuate hanno permesso di evidenziare in modo chiarissimo la presenza di un circuito rettangolare in pietra che ha immediatamente suggerito l’estensione globale della pieve sepolta.

Sovrapposizione dei fotopiani delle tre aree di scavo al rilevo GPR. In filigrana la ricostruzione planimetrica della Pieve.

Le tre aree di scavo sono dunque state aperte in corrispondenza di tre zone peculiari dell’edificio: la facciata (Area 1000), l’internavata, dove era leggibile la presenza di una struttura perpendicolare ai muri di delimitazione (Area 2000) e l’abside semicircolare (Area 3000).

La messa in luce delle evidenze architettoniche ha infine consentito di comprendere in modo diretto l’evoluzione dimensionale della chiesa, che pare avere una lunghezza complessiva di 24mt (dall’esterno della facciata all’esterno dell’abside) e una larghezza di 18,4mt (calcolata dai paramenti esterni delle navate laterali). La navata centrale ha una larghezza di 5,5mt, quelle laterali di 4,4mt. Le murature, per quanto ci è dato vedere, hanno uno spessore che va dai 90cm (facciata) ai 135cm (il muro di delimitazione tra la navata centrale e quella laterale). Il campanile, che pare innestarsi direttamente sulla navata di sinistra, potrebbe avere pianta quadrata con lato di 5mt. L’orientamento della fabbrica sacra ha andamento SW-NE (dalla facciata all’abside).

Proiezione tridimensionale degli elevati della pieve basata sulla sovrapposizione ai ritrovamenti nelle tre aree di scavo.

2 luglio 2024

Nonostante il pomeriggio piovoso, è stato comunque possibile portare avanti le indagini sulle tre aree.

Area 1000: procede il complesso e difficile lavoro di scavo dell'individuo scheletrico sepolto all'interno della cassa litica US 1014. Sono stati messi in luce quel che rimane del cranio, mal conservato, e alcuni distretti del postcraniale, segnatamente gli arti inferiori e parte del costato. Le operazioni sono rallentate dalla cospicua presenza di radici nel terreno, a diretto contatto con le ossa. Se il tempo lo consentirà, domani contiamo di concludere le operazioni di pulizia.

Area 2000: la pulizia dei livelli superficiali di sedimento che obliteravano la sepoltura US 2029, ha portato alla luce le suggestive lastre di copertura della cassa litica (US 2028). Si tratta di una mezza dozzina di pietre piatte appoggiate sulle sponde della struttura di contenimento a copertura del defunto, una pratica riferibile a sepolture privilegiate ed elitarie.

Area 3000: sono continuate le operazioni di pulizia di un cumulo di pietre addossate alla fondazione dell’abside. Una volta conclusa la completa rimozione delle unità stratigrafiche posteriori alla spoliazione dei paramenti absidali, sarà possibile determinare sia l'esatto perimetro di quest'ultima (anche in relazione alle evidenze architettoniche rinvenute nelle altre aree), sia le relazioni stratigrafiche con gli altri elementi del settore.


1° luglio 2024

Oggi, 1° luglio, inizia il secondo turno di scavo alla Pieve di San Cassiano. Gli studenti e i responsabili del cantiere stanno proseguendo la messa in luce delle evidenze nelle tre aree.

Area 1000: stanno emergendo le prime ossa di uno scheletro all'interno di US 1014, una delle due casse litiche poste in facciata all'antica pieve. Da quel che si può vedere, si tratta di un individuo adulto (40-50 anni), sepolto supino con orientamento NW-SE in discreto stato di conservazione. Nella giornata di domani proseguiremo con la messa in luce.

Area 2000: anche qui ci stiamo concentrando sull'esposizione dei resti scheletrici all'interno della cassa litica US 2029. Rimosso un primo riempimento con alcune ossa sparse sembrano emergere delle lastre di ardesia che dovrebbero fare da copertura alla tomba originaria. Proseguiremo nei prossimi giorni l'esposizione.

Area 3000: se nella porzione esterna all'abside ecclesiale continuano ad essere esposti depositi ricchi di pietre, all'interno, sotto uno strato di calce, sembra già emergere la roccia di base, su cui si innestano le murature medievali. È un orizzonte inaspettato, ma comunque interessante perché ci restituisce il piano originario su cui venne impostato l'edificio nei tempi antichi.


28 giugno 2024

Prosegue lo scavo nelle tre Aree.

Area 1000: si continua con la messa in luce delle due casse sepolcrali addossate al paramento esterno della facciata della Pieve. Si tratta di una struttura allungata e rivestita di pietre divisa in due longitudinalmente da un'altra pietra. Nei prossimi giorni verranno messi in luce gli individui scheletrizzati in esse contenuti e già affioranti.

Area 2000: la situazione all'interno del settore è complessa ma decisamente interessante. Come già accennato, sta emergendo il muro di delimitazione tra la navata centrale e quella laterale verso valle: si tratta di una struttura imponente, larga oltre 1,30mt, caratterizzata da un potente sacco ricco di malta tenace e da due protrusioni, poste ai due capi visibili all'interno del settore, relativi quasi certamente ai basamenti dei pilastri o delle colonne interne alla chiesa; secondo i nostri calcoli la distanza tra i due, computabile in 4,10mt, definirebbe quattro intercolumni, ciascuno dei quali aperto su una campata il cui modulo rifletterebbe una proporzione di 2:1 (lunghezza della navata centrale x distanza assiale delle colonne). Questo muro taglia una precedente struttura, più esile, orientata SE-NW e ad esso perpendicolare, sui cui insistono due casse sepolcrali litiche. Senza ancora prove sicure, potremmo ipotizzare che sia afferente ad una chiesa precedente alla Pieve, di cui ricalca l'orientamento. Le indagini dei prossimi giorni ci forniranno maggiori indizi. Qui sotto potete trovare un modello tridimensionale navigabile dell'area, che può aiutare a comprenderne la fisionomia e le evidenze.

Area 3000: le indagini stratigrafiche nell'area stanno definendo con sempre maggior precisione l'andamento dell'abside e delle strutture ad essa afferenti. Anche in questo caso si tratta di murature imponenti e resistenti, purtroppo rasate e spogliate dai paramenti esterni. All'interno del circuito stanno emergendo lacerti di intonaco rosso e pure colorato, che dovevano comporre in antico le decorazioni murarie dell'edificio.


27 giugno 2024

In questa giornata è proseguita la messa in luce delle evidenze emerse nelle tre aree.

Area 1000: emergono, addossate alla facciata della pieve, due casse funerarie litiche, una tipologia sepolcrale bassomedievale riservata a personalità di un certo rilievo sociale (ed economico). Sarà interessante, con la prosecuzione dello scavo, capire quanti individui sono sepolti all’interno delle strutture e le loro caratteristiche anatomiche e patologiche.

Area 2000: la rimozione dello strato di pietre che copriva la porzione centrale ha messo in luce alcune evidenze estremamente interessanti: si vede infatti emergere il muro della navata centrale della pieve, che taglia l’area con andamento SE-NW e che scassa un’altra struttura, ad esso antecedente e con andamento perpendicolare, da riferire a fasi precedenti alla fondazione della fabbrica bassomedievale. Sembrano inoltre appoggiarsi al muro più antico due sepolture strutturate, che paiono replicare il modulo delle casse rinvenute in area 1000 e sicuramente a queste posteriori.

Area 3000: dopo aver rimosso i depositi più superficiali, sta emergendo il perimetro dell’abside semicircolare della pieve. Addossate o tagliate da questa, sono state messe in luce due strutture, che si sviluppano con andamento a raggiera. C’è da capire quale fosse la loro funzione e proseguiremo in questi giorni l’esplorazione dei contesti stratigrafici proprio per dare risposta a questa domanda.


26 giugno 2024

Prosegue lo scavo della Pieve di san Cassiano a Gallicano.

Area 1000: Le piogge intense dei giorni scorsi hanno impedito il proseguimento delle indagini in quest'area. I lavori riprenderanno appena possibile.

Area 2000: Le operazioni di pulizia hanno portato alla luce i confini di uno scasso circolare, ricco di elementi litici, presumibilmente risalente alle fasi di spoliazione della pieve, che insiste sulle fondazioni della struttura con andamento est-ovest e che presumibilmente aveva la funzione di reggere il basamento dei pilastri o delle colonne poste tra navata centrale e navata sud.

Area 3000: La pulizia dell'area ha permesso di individuare il limite di una buca di notevoli dimensioni che segue l'andamento dell'abside. La funzione di questa attività è ancora da chiarire, ma potrebbe essere collegata alla fase di distruzione o spoliazione della pieve.

Fasi di scavo dell'Area 2000

Prossimi passi:

  • Continuare le indagini nell'Area 1000 non appena le condizioni meteorologiche lo permetteranno.
  • Approfondire l'indagine dello scasso circolare dell'Area 2000 per comprenderne meglio la natura e la datazione.
  • Esaminare attentamente la buca dell'Area 3000 per determinarne la funzione e il periodo di realizzazione.

Le attività di scavo stanno fornendo informazioni preziose sulla storia della pieve e del sito archeologico. I ritrovamenti finora effettuati suggeriscono una storia complessa e articolata, che verrà ulteriormente indagata nel corso delle prossime ricerche.


25 giugno 2024

La giornata di oggi, martedì 25 giugno, è stata inizialmente occupata dalla pulizia delle aree dopo i temporali di ieri. Le aree hanno comunque drenato assai bene il terreno permettendoci di lavorare su tutti i fronti.

Nell’area 1000 è stato possibile evidenziare a ridosso della facciata la presenza di almeno due tombe a cassa litica, coperte da uno strato sabbio-limoso che ha restituito, oltre a frammenti di ossa umane, una fibbia in bronzo da cintura ascrivibile al XIV-XV secolo. Nei prossimi giorni la rimozione dello strato permetterà di evidenziare meglio le strutture sepolcrali, documentarne il riempimento ed iniziarne lo svuotamento.
Data la loro posizione a ridosso della facciata e  in posizione centrale, in corrispondenza dell’ingresso, si tratta di sepolture appartenenti senz’altro a personaggi eminenti della comunità.

Nell’area 2000 la pulizia accurata ha permesso di evidenziare e scavare due buche irregolari poste nel settore meridionale, probabilmente sono il risultato dell’espianto di due piante avvenuto nella tarda età moderna.

Nell’area 3000 la rimozione dei primi strati superficiali umotici sta rivelando la struttura dell’abside centrale, che ha subito spoliazioni accurate dei paramenti esterni.


24 giugno 2024

In una giornata piovosa, che ha reso impossibile lo scavo, ci siamo concentrati sull’elaborazione dei dati ricavati dalle ricostruzioni tridimensionali e dai rilievi topografici. Abbiamo dunque sviluppato i modelli tridimensionali delle tre aree di scavo tramite fotogrammetria digitale e li abbiamo inseriti all’interno del GIS di scavo, ottenendo delle mappature ortogonali estremamente accurate, che serviranno da base per la riproduzione delle evidenze che stanno emergendo strato dopo strato. Dalle curve di livello delle mappe tecniche regionali e dai punti presi direttamente sul campo abbiamo poi ricavato un modello digitale dell’elevazione (DEM), che ha fornito la base per la creazione di una ricostruzione tridimensionale del terreno, apprezzabile nel video qui di seguito.

GIS 3D dell'areale sottoposto ad indagine

Approfondimento: la fotogrammetria

La fotogrammetria automatica digitale rappresenta, ad oggi, una delle tecnologie di rilievo 3D più diffuse, grazie alla disponibilità di software a basso costo (alcuni completamente gratuiti ed open source), alla semplicità d’uso di questi software e alla possibilità di effettuare rilievi utilizzando solamente una comune macchina fotografica digitale o uno smartphone e un PC, anche di medie prestazioni. La fotogrammetria si basa su un procedimento di triangolazione a stelle proiettive tramite il quale il calcolatore, con un minimo intervento dell’operatore, calibra la fotocamera e ricostruisce la posizione di scatto delle singole fotografie; per ogni punto chiave vengono ricavate le coordinate reali x,y,z, in seguito materializzate tridimensionalmente in una nuvola di punti a bassa densità. In un secondo passaggio automatico la nuvola viene infittita aumentando il numero di punti e triplette di punti vengono interpolate tra di loro a formare poligoni triangolari, che costituiranno la superficie del modello stesso, o mesh, sulla quale è proiettata la testura fotografica.
Questa tecnologia consente di ottenere modelli di un’incredibile precisione rappresentativa, il cui errore dimensionale ha uno scarto che può scendere al di sotto del millimetro e la cui definizione fotografica raggiunge livelli definizionali superiori a quelli di una fotografia ottenuta con le migliori reflex. Ma tra le qualità più rimarchevoli vi è la potenzialità narrativa dei modelli prodotti, la cui veridicità ha una capacità evocativa assai maggiore di qualsiasi proposizione grafica o fotografica e una facilità di divulgazione e manipolazione infinitamente superiori rispetto a un modello materico in gesso o resina.

La sovrapposizione dei fotopiani ricavati dai modelli 3D delle aree sul tracciato GPR ci ha permesso di ipotizzare la planimetria dell'antica pieve medievale.

21 giugno 2024

In questa giornata è stato portato avanti lo scavo dei settori 1000 e 2000, che iniziano a mostrare i lacerti murari dell’antica chiesa.

Contemporaneamente sono stati elaborati i primi rilievi tridimensionali delle evidenze. Le moderne discipline stratigrafiche, infatti, si avvalgono sempre di più, e in modo sempre più efficace, delle tecnologie informatiche per registrare quanto viene portato alla luce in modo da restituire modelli fedelissimi, in scala e georiferiti, consultabili anche dopo la rimozione di quanto evidenziato. In effetti l’archeologia è una disciplina che si fonda su un paradosso: distrugge, cioè, ciò che indaga. Ogni strato, ogni reperto, ogni scheletro viene eliminato, rimosso o disassemblato per poter procedere in profondità e nel tempo. Questa dicotomia può essere (parzialmente) superata documentando nel modo più preciso, divulgabile e comprensibile possibile tutto ciò che viene messo in luce.

Nel video che segue è possibile apprezzare i modelli tridimensionali delle tre aree di scavo inserite all’interno di un ambiente virtuale navigabile. I settori sono stati rilevati attraverso la tecnica della fotogrammetria digitale.

La galleria qui di seguito mostra invece delle elaborazioni dei modelli sopradescritti, i quali sono stati inseriti in un GIS (Geographic Information System) alle loro coordinate terrestri originali. In questo modo è stato possibile sovrapporle ai rilievi GPR del sottosuolo, trovando un match tra le evidenze scansionate e quelle effettivamente messe in luce.


20 giugno 2024

Mentre proseguono le operazioni di scavo delle evidenze archeologiche che stanno emergendo all’interno delle tre aree, il dott. Antonio Fornaciari, direttore scientifico del progetto per l’Università di Pisa, ci illustra il contesto storico cha ha caratterizzato il territorio della Pieve nel Medioevo e che ci ha spinto a indagare l’areale.

L’antica pieve di San Cassiano di Gallicano, documentata esplicitamente nelle fonti scritte a partire dal 997, costituisce uno dei giacimenti archeologici più importanti per l’archeologia medievale dell’alta Valle del Serchio. L’edificio venne abbandonato in età basso medievale (XIV secolo) e fu oggetto di massicce spoliazioni nel 1486, quando Domenico Bertini ottenne da papa Innocenzo VIII l’autorizzazione a reimpiegare i materiali della vecchia pieve per ricostruire la rocca di Gallicano e si impegnò a edificare, all’interno del paese, una chiesa dedicata a San Giovanni Battista che ereditasse il ruolo dell’antichissima pieve.


19 giugno 2024

Dopo le operazioni di definizione e pulizia delle aree di scavo, si è proceduto alla loro documentazione fotografica, strumentale e tridimensionale, operazioni ormai imprescindibili per qualsiasi scavo stratigrafico.

Modello 3D in scala e georiferito da fotogrammetria digitale del Settore 2000.

  • Il Settore 1000 mostra già l’emergere dell’antica facciata delle chiesa, con due bei filari di pietre regolarmente sbozzate a facciavista sia all’interno che all’esterno dell’edificio.
  • Il Settore 2000 evidenzia l’emergere di strutture in pietra che dovevano caratterizzare l’architettura interna alla chiesa.
  • Infine, nel Settore 3000 sta emergendo il profilo dell’abside semicircolare che prolungava verso nordest la pianta della navata centrale.

Nella galleria fotografica sono riportate le evidenze stratigrafiche in emergenza.

In questo video introduttivo preliminare, il dott. Francesco Coschino, responsabile dello scavo per l’Università di Pisa, ci illustra le varie aree di indagine.


18 giugno 2024

Il secondo giorno di scavo è stato impegnato dalla sistemazione delle tre aree aperte col mezzo meccanico nella giornata precedente con la rettifica delle sezioni e la pulitura del fondo delle aree.

Quest’operazione ha permesso già di evidenziare la presenza nell’area 1000 di alcuni tagli che sono probabilmente da identificare con fosse sepolcrali con orientamento ovest-est, perpendicolari alla facciata della chiesa. È stato possibile inoltre iniziare a mettere in luce la cresta di rasatura della facciata che sembra estendersi perpendicolarmente per tutta l’ampiezza del pianoro.

Nell’area 2000 la prima pulizia ha evidenziato la presenza di un’imponente struttura rasata orizzontalmente, larga circa 1,8 m, con orientamento est-ovest, che sembra identificabile con la fondazione meridionale della navata centrale della pieve.

Nella 3000 infine stanno emergendo le fondazioni dell’abside che mostrano imponenti attività di spoliazione, con asportazione dei paramenti esterni. Da quest’area, all’interno dell’abside, proviene un reperto vitreo di grande interesse, la parete di una forma chiusa (ampolla?) che mostra una decorazione sinusoidale dipinta. Potrebbe trattarsi di un oggetto vitreo per uso liturgico di età basso medievale.

 

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17 giugno 2024

Apertura dello Scavo Archeologico della Pieve Medievale di San Cassiano a Gallicano in Garfagnana

Inizia ufficialmente oggi la 1° campagna di scavi a Gallicano. L’indagine si concentrerà, nell’arco delle prossime quattro settimane, sulle analisi stratigrafiche dei depositi archeologici che obliterano l’area un tempo occupata dalla Pieve di San Cassiano (approfondisci qui).

Oggi, grazie all’ausilio del mezzo meccanico, sono stati aperti tre saggi, incentrati ciascuno su tre aspetti fondamentali dello sviluppo architettonico della fabbrica sacra:

  • Saggio 1000: la facciata e il sagrato, ove potranno insistere orizzonti cimiteriali;
  • Saggio 2000: lo spazio tra la navata laterale e quella centrale;
  • Saggio 3000: l’abside e i contesti posti a ridosso della chiesa.

Lo sterro propedeutico portato avanti nella giornata odierna ha già permesso di delineare i perimetri e la potenza dei tre saggi, che, nei prossimi giorni, verranno sottoposti ad accurata pulizia e scavo stratigrafico.

Disposizione dei saggi di scavo

15 giugno 2024

Preparazione dello Scavo Archeologico della Pieve Medievale di San Cassiano a Gallicano in Garfagnana

Oggi, 15 giugno 2024, si sono concluse le operazioni preliminari all'apertura dello scavo archeologico della Pieve Medievale di San Cassiano a Gallicano in Garfagnana, condotto dalla Divisione di Paleopatologia dell'Università di Pisa. L'iniziativa, frutto di mesi di preparazione e di studi preliminari, si concentra su un sito di rilevante importanza storica, già attestato sin dall'Alto Medioevo e documentato fino alla metà del Quattrocento.

L'avvio dei lavori sul campo segue le accurate scansioni al georadar condotte dal Professor Adriano Ribolini, che hanno permesso di individuare le principali aree di interesse archeologico. Grazie anche queste tecnologie avanzate, è stato possibile delineare tre settori di scavo distinti, denominati 1000, 2000 e 3000.

Il settore 1000 è situato a ridosso di quella che si ritiene fosse la facciata della chiesa. Questo punto potrebbe rivelare dettagli cruciali sulla struttura esterna dell'edificio sacro e fornire indizi sulla sua architettura e sul suo orientamento.

Il settore 2000 si trova tra la navata centrale e quella laterale, in corrispondenza di un'anomalia rilevata dal georadar. Questa area è di particolare interesse poiché potrebbe nascondere elementi strutturali o reperti di significativa importanza, come resti di pavimentazione, il fonte battesimale o altri manufatti che aiuterebbero a ricostruire l'anatomia architettonica della pieve.

Infine, il settore 3000 è posizionato sulla zona dell'abside centrale. Qui, gli archeologi sperano di trovare tracce dell'altare e di altri elementi liturgici, che potrebbero offrire preziose informazioni sull'organizzazione interna della chiesa e sulle sue modifiche nel corso dei secoli.

La pieve di San Cassiano, ormai completamente scomparsa dalla vista, rappresenta un pezzo fondamentale della storia locale e della tradizione religiosa della Garfagnana. Le indagini archeologiche mirano a riportare alla luce non solo le strutture architettoniche, ma anche a comprendere meglio la vita quotidiana, le pratiche funerarie e le dinamiche sociali del periodo.

Nei prossimi giorni, una squadra composta da dieci studenti del triennio e del biennio di archeologia dell'Università di Pisa parteciperà attivamente agli scavi. Questo progetto rappresenta per loro un'opportunità unica di formazione pratica sul campo e di contributo diretto alla ricerca storica.

L'inizio degli scavi è stato preceduto da un'attenta ripulitura dell'area, necessaria per garantire la sicurezza e l'efficacia delle operazioni. Il team è ora pronto ad affrontare questa campagna di scavi con entusiasmo e professionalità, nella speranza di portare alla luce nuove e significative scoperte che arricchiranno il patrimonio culturale e storico della Garfagnana.

La comunità locale e gli appassionati di storia attendono con interesse i risultati di questa campagna, che potrebbe riservare sorprendenti rivelazioni sul passato medievale della regione.


Archaeological excavations, archaeologists work, dig up an ancient clay artifact with special tools

Introduzione

In queste pagine, durante le settimane di scavo, verranno raccolti, quotidianamente o settimanalmente i resoconto di indagine. Ogni diario sarà corredato da immagini, ricostruzioni, interpretazioni e riflessioni di metodo.